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Via Mattioli, la protesta dei commercianti: «Vent’anni di richieste ignorate: non siamo cittadini di Serie B»

L'associazione del quartiere chiede di revisionare il progetto sulla via, dopo quanto chiesto nel novembre 2025

Via Mattioli, la protesta dei commercianti: «Vent’anni di richieste ignorate: non siamo cittadini di Serie B»
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«Vent’anni di richieste, incontri e segnalazioni e quando finalmente si interviene, si realizzano opere che vanno nella direzione opposta a quella richiesta dai commercianti» di via Mattioli. Si apre così la lettera dell’Associazione Commercianti Bergamo Ovest, in cui esprime «tutta la propria totale sdegnata disapprovazione per il comportamento assunto da un’amministrazione comunale che», a suo giudizio, «continua a dimostrare una preoccupante mancanza di reale e sincera attenzione verso il commercio di vicinato, che offre servizi a chi vi abita e non solo, mantenendo così vivo il quartiere».

I due problemi, distinti ma legati tra loro

Al centro della polemica c’è via Mattioli, dove sussistono due problemi distinti: il pericolo provocato dalle radici, che hanno sollevato la pavimentazione, e la riqualificazione del parcheggio di Bper Banca. «A distanza di quasi un anno – si legge nella lettera – nel novembre del 2025, su espressa richiesta della nostra Associazione, abbiamo incontrato gli assessori al Commercio e ai Lavori pubblici per affrontare i due problemi, distinti ma strettamente collegati».

Il primo, come detto, riguarda le radici dei pini marittimi piantati negli anni Sessanta, che hanno sollevato ormai da tempo la pavimentazione delle aree di sosta e parcheggio, del marciapiede e del porticato condominiale su cui si allineano i negozi di via Mattioli, al civico 24, adibito a passaggio pubblico. Ma non è soltanto la situazione di pericolo a preoccupare: le radici hanno infatti anche causato danni alle tubature del condominio “Bazzini”.

«Si segnalò allora anche la pericolosa inclinazione del fusto di uno dei pini suddetti che in caso di caduta potrebbe causare serissimi e gravi incidenti, ci auguriamo non mortali, alle persone. La stessa amministrazione condominiale ha segnalato i danni e la pericolosità della situazione. Non parliamo dei rischi che tale seria compromissione della pavimentazione ha già causato: si sono già verificati diversi incidenti e gli ultimi tre in ordine di tempo hanno causato la frattura di un polso e di una spalla».

Il secondo problema riguardava la riqualificazione del parcheggio di proprietà di Bper Banca, situato proprio di fronte al porticato del condominio Bazzini e destinato a uso pubblico. «Per il parcheggio, da circa vent’anni, abbiamo chiesto un intervento che risolvesse definitivamente i problemi delle radici degli alberi sempre più alti e consentisse, attraverso una diversa organizzazione degli spazi, di aumentare i posti auto. Erano due interventi distinti, ma con un obiettivo comune: mettere in sicurezza via Mattioli, migliorarne l’accessibilità e aumentare il numero dei posti auto disponibili, a beneficio delle attività commerciali, dei loro clienti e di tutti i cittadini del quartiere».

Durante lo stesso incontro, l’Associazione aveva chiesto agli assessori anche lo spostamento, di circa duecento metri verso il parco di fianco alle scuole elementari della colonnina di ricarica elettrica, che occupa due posti auto davanti ai negozi e non consente l’accesso diretto e in sicurezza alla farmacia per lo scarico di farmaci e pesanti bombole d’ossigeno. Nella lettera si denuncia anche la mancanza di una piazzola di carico e scarico, destinata ai corrieri.

«Vent’anni di attesa per un risultato opposto»

C’è un ma. Lo scorso luglio, Bper Banca ha fatto eseguire i lavori di sistemazione del proprio parcheggio, in adempimento agli obblighi previsti dalla convenzione, seguendo le indicazioni progettuali dell’amministrazione. «Il risultato? Aumento della superficie verde (in realtà solo terra oggi in parte occupata da erba infestante), con una drastica perdita di posti auto. Circa il 40 per cento degli stalli è stato riservato alla banca. Tale intervento ha comportato persino la perdita di due piazzole per i banchi del mercato settimanale del giovedì, che insieme ai negozi di vicinato contribuisce a mantenere vivo il quartiere».

Un intervento «atteso per vent’anni, finalmente realizzato, ma senza le esigenze che avevano ripetutamente rappresentato, nel rispetto di chi lavora per offrire servizi alla vita del quartiere. Vent’anni di richieste per ottenere una sistemazione che, anziché migliorare l’accessibilità commerciale, ha finito per penalizzarla ulteriormente».

È inoltre in programma un secondo intervento relativo a via Mattioli e all’area prospiciente al porticato condominiale-commerciale che vi si affaccia. Della sua progettazione, tuttavia, l’associazione lo ha «appreso dalla stampa e non dall’amministrazione comunale. Contattando un tecnico comunale, ci è stato riferito che il progetto preliminare è stato elaborato anche sulla base delle indicazioni provenienti da un’associazione del quartiere».

«Abbiamo verificato con la Rete di Quartiere di Longuelo, organismo istituzionale del Comune, che non risultavano proposte trasmesse dalla Rete stessa. Le indicazioni, secondo quanto riferitoci, sarebbero invece provenute da un fantomatico comitato di quartiere. Non contestiamo certo il diritto di qualsiasi associazione a presentare proposte, ma sollecitiamo a rispettare la pluralità delle voci del quartiere, comprese quelle dei commercianti».

Il progetto previsto dall’amministrazione

C’è stato poi un altro incontro con gli assessori, durante il quale «ci è stato finalmente illustrato un progetto che prevede nuove aiuole, una modifica delle aree di parcheggio e relative accessibilità e spazi di manovra con conseguente restringimento della carreggiata e inevitabile perdita di altri posti auto. Inoltre, la nuova sistemazione rischia di impedire ulteriormente l’accesso diretto dalla strada alla farmacia per le operazioni di carico e scarico. La richiesta di spostamento della colonnina, già avanzata nel novembre 2025, non ha trovato risposta nel progetto presentato».

L’Associazione avanza perciò alcune richieste: la revisione del progetto, senza perdita di parcheggi né restringimenti, la messa in sicurezza definitiva delle pavimentazioni, lo spostamento della colonnina elettrica, la garanzia di accesso diretto alla farmacia, un confronto effettivo “vis à vis” con i commercianti. «Non chiediamo privilegi. Chiediamo sicurezza, parcheggi, accessibilità, perché Longuelo non si trasformi in un quartiere dormitorio-residenziale».