Un anno di lavori, sempre meno clienti e nessun sostegno di tipo economico. Questo è il bilancio tracciato dai commercianti di via San Bernardino a Bergamo, che sono tornati a chiedere un intervento da parte del Comune per compensare almeno in parte i disagi causati dal cantiere di Rfi per il raddoppio della linea ferroviaria verso Ponte San Pietro, tra l’altro in enorme ritardo.
A rilanciare il tema è Simone Paganoni, ex consigliere comunale e titolare del bar Start Up Cafè proprio lungo via San Bernardino, mentre gli esercenti denunciano di non aver ricevuto alcuna risposta concreta dopo la petizione presentata sette mesi fa.
«I commercianti stanno pagando il prezzo dei lavori»
«Da oltre un anno il cantiere del ponte ferroviario divide letteralmente via San Bernardino in due – ha sottolineato Paganoni in un post su Facebook -. Da entrambe le parti della strada ci sono circa trenta attività che ogni giorno fanno i conti con meno visibilità, meno passaggio, meno clienti e, inevitabilmente, meno incassi».
Secondo lui, nessuno mette in discussione la necessità dell’opera, ma il peso economico dei lavori sarebbe ricaduto esclusivamente sui commercianti: «Era stata prospettata una possibile riduzione della Tari, ma i bollettini sono arrivati senza alcuno sconto. Anche un contributo simbolico di 100 euro per attività costerebbe poco più di 3.000 euro al Comune: una cifra contenuta, ma che rappresenterebbe un segnale concreto di vicinanza».
L’appello è stato rivolto all’Amministrazione comunale affinché vengano valutate misure di sostegno, anche limitate, per le attività penalizzate: «I commercianti non chiedono privilegi, ma attenzione, ascolto e un aiuto concreto».
La petizione senza risposta
Intanto sono trascorsi ormai sette mesi da quando circa ottanta commercianti consegnarono a Palazzo Frizzoni una petizione per chiedere sostegno a fronte delle difficoltà provocate dalla chiusura del sottopasso di largo Tironi.
L’iniziativa, promossa nel dicembre 2025 da Matteo Almagioni, titolare del Bugan Café, aveva raccolto anche il sostegno di Confesercenti Bergamo, che aveva proposto misure di alleggerimento fiscale come l’esenzione dalla Tari e la sospensione temporanea della tassa sulla pubblicità e dei costi per le insegne.
«Non chiedevamo soldi, ma almeno una risposta e un segnale di sensibilità – ha spiegato Almagioni a BergamoNews -. A pranzo abbiamo registrato un forte calo della clientela. Il sabato mattina tengo aperto soprattutto per garantire un servizio al quartiere, ma il guadagno è ormai quasi inesistente». Alcune attività della zona parlano di perdite che arrivano fino al trenta per cento del fatturato.
Le riaperture del sottopasso
Sul fronte dei lavori, l’amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi, ha confermato che il primo fornice del sottopasso, in direzione centro città, dovrebbe riaprire tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Per il ripristino completo della circolazione in entrambe le direzioni sarà invece necessario attendere il mese di ottobre.
«Vicini agli esercenti, ma…»
Come riporta BergamoNews, sul tema è intervenuto anche il vicesindaco e assessore al Commercio, Sergio Gandi, che ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione agli esercenti: «Siamo consapevoli dell’impatto che i cantieri possono avere sulle attività commerciali e stiamo organizzando un incontro dedicato alla situazione di via San Bernardino».
L’assessore, però, ha successivamente invitato anche alla prudenza sull’ipotesi di riconoscere ristori economici: «L’eventuale concessione di risarcimenti automatici per i danni derivanti dai lavori pubblici presenta criticità giuridiche, amministrative e finanziarie molto rilevanti. Si rischierebbe di creare un precedente difficile da sostenere, sia sotto il profilo dei bilanci comunali sia nella definizione di criteri equi per tutti».