Commenti su: Via San Giorgio, prima si restringe il marciapiede per l’e-Brt e poi si torna indietro

tsn

Quello che sintetizza Ajeje in poche righe cala una pietra tombale su tutte le chiacchiere sull"ebrt fatte fino ad oggi e anche su quelle dei prox. mesi. Mi piace soprattutto il riferimento alla pazienza ed al sangue freddo, indispensabili quando si introducono innovazioni. Aggiungerei anche coraggio e convinzione, pensando non a chi urla, ma a quella maggioranza silenziosa che esite anche da noi fatta da chi avrebbe solo da guadagnare da una mobilitá urbana radicalmente diversa. (Ajeje, mi raccomando, quando sali sulla ebrt ricordati il biglietto)

Ajeje Brazorf

Non capisco questo affannarsi da parte del comune a cercare di mettere toppe qua e là a seconda di chi si lamenta. Si lamentano gli automobilisti, allora subito ad allargare la strada restringendo il marciapiede (mossa alquanto bizzarra, dato che va nella direzione opposta a quella che ha portato alla realizzazione della e-brt). Ora ovviamente si lamentano i pedoni e allora si riallarga il marciapiede...
In queste situazioni bisogna avere pazienza e sangue freddo senza correre qua e là come una gallina senza testa. Dopo l'inaugurazione delle e-brt si devono raccogliere i vari dati, possibilmente con una configurazione stradale stabile e "ordinaria" (quindi aspettando l'apertura del sottopasso di via san Bernardino!), si analizzano le informazioni raccolte e poi si interviene.
In questo modo invece non si dà il tempo al traffico di stabilizzarsi, non si raccolgono sufficienti informazioni e non si dà il tempo di elaborarle e pensare ad una strategia

Yuri G.

Ad oggi non capisco con quale logica il Dott. Berlanda, con un Curriculum di altissima caratura in ambito finanziario, sia stato destinato alla Mobilità.
A dirla tutta questo vale anche per altre aree.

Ric

“Le prime impressioni sono positive: […] sembrano aver distribuito meglio il traffico. Ma il vero esame deve ancora arrivare.“ BEH, si poteva usare questa parte dell’articolo come titolo dell’articolo stesso, vista la rilevanza, ma ovviamente il giornaliero articolo sulla eBrt non poteva essere con un titolo che non riaccendesse la polemica

gus

@ Gius.Franc. Eppure mi è sembrato di vedere 2 diramazioni da via Baschenis per via S.Giorgio. Una a sx e l'altra a dx. Facevo riferimento a quella sbarrata, a sx. Se è proprio come dice, mi cadono le braccia e mi unisco a quelli che denunciano l'incompetenza di Berlanda.

Claudio

Marciapiede tira e molla di via S. Giorgio : ennesima farsa.
Berlanda ci faccia un grosso piacere : si dimetta !!

Francesco Giuseppe

Fa e desfà l'è töt laurà. E soldi pubblici per gli amici.

Lorenzo57

prima i fa... dopo i desfa... incompetenti...

Pier

Berlanda .....
Per un attimo mi ero momentaneamente dimenticato dei disastri della e BRT .....non posso farcela solo a nominarlo mi sale la pressione

Peppeorso

Ma avete contato i cantieri in città aperti contemporaneamente.....pazzes oo.
A CASA!

maria teresa solivani

Berlanda dovrebbe avere un minimo di onestà intellettuale e dimettersi! In Comune ,a Bergamo, ci sono troppi incompetenti che combinano disastri fregandosene , sapendo che tanto sono i cittadini a fare le spese della loro TOTALE INCAPACITÀ!

Giuseppe Francesco

@gus guardi che la svolta a sinistra da via Baschenis sarà vietata per sempre. Lo scopo è mandare chi va in autostrada verso via Spino passando per largo Tironi che sarà un budello (soprattutto quando chiude il passaggio di via Moroni).

Marco Meazza

Perdonali perché non sanno quello che fanno

Franco Fiori

Senza vergogna senza dignità personaggi incompetenti nemmeno il coraggio di dimettersi i bergamaschi spero che al rinnovo di chi amministra la città ricordino quante porcherie sono state fatte da questa amministrazione

tsn

Temo, GF, che la risposta sia che tu e chi come te non usa solo o prevalentemente l’auto in città non e’ contemplato essendo posizionato all’ultimo posto della catena alimentare della mobilità urbana, ben sotto i pedoni e chi usa il tpl, ebrt a parte.
A BG la ciclabilità non e’ una priorità nei fatti:
- Dalla Sindaca in giu’ a BG nei dibattiti, interventi e scritti pubblici si usa ancora il termine mobilità “dolce” e non mobilità nuova, attiva, moderna, avanzata, economica, leggera, intelligente etc. Ammetterete che il limite tra dolce e sfigata e’ molto labile e il messaggio che passa e’ un po’ quello;
- L’idea diffusa anche nel dibattito pubblico e’ che se vai in bici in città devi essere per forza un alternativo, quindi un po’ sfigato, e soprattutto avere del tempo da perdere, altrimenti useresti auto o moto. Nel mio caso se avessi tempo (e soldi) da perdere andrei in città prevalentemente in auto e in moto, non so voi.
- Non e’ stato ancora fatto il passaggio tecnico-politico che porti a considerare la ciclabilità come uno strumento potente per risolvere molti dei problemi che abbiamo o attenuarli significativamente e per liberare tempo (e i soldi) delle persone.
- La politica e’ di “fare ciclabilità” negli spazi lasciati liberi dalle auto, e l’ultima sulla ebrt e’ emblematica: non ci si accorge e si rimedia a che abbiamo tagliato fuori i ciclisti facendo una corsia nuova che puo’ essere piu’ stretta di quelle per le auto lasciando quindi i marciapiedi come sono o quasi, ma si fa una terza corsia per le auto, lasciando ancora i ciclisti fuori dal consesso stradale e relegando i pedoni in 1.5m su un marciapiede vicino a una scuola, un teatro etc. (incredibile).
- Non a caso, sempre nel dibattito pubblico, si (stra)parla ripetendo che l’obiettivo e’ "unire i percorsi esistenti". Non e’ quindi rendere i percorsi esistenti efficienti per il ciclismo urbano o farne di nuovi che efficienti siano. Il risultato e’ che per favorire la ciclabilità facciamo ciclopedonali dove la precedenza l’hanno i pedoni; facciamo ciclopedonali nelle zone 30 invece che sistematica moderazione del traffico; facciamo ciclopedonali nelle strade senza uscita per le auto dove la velocità e’ gia’ bassa; uniamo mozzichi di ciclopedonali facendo fare ai ciclisti percorsi assurdi per arrivare da A a B, quando da 50 anni a questa parte la prima pagina di ogni manuale di mobilità urbana dice che in situazioni di conflitto bisogna far si’ che per andare da A a B ciclisti e pedoni vanno diretti, TPL a seguire, le auto invece no, altrimenti non cambia niente; in ogni situazione di conflitto e carenza di spazio, passa sempre l’auto (vedi via baschenis o come si chiama) e gli altri soccombono; facciamo corsie e ciclopedonali facili, che quando arrivano al dunque (dove piu’ servono, gli incroci per esempio), ti mollano lì perche’ pota come si fa a togliere un pezzo di corsia a un’auto o fare una casa avanzata, oppure disegnare su un incrocio i percorsi di attraversamento per le bici e per altri veicoli?; etc. etc. etc.
- A BG non si usano indicatori validi per la ciclabilità. A BG si misurano i km di ciclabili (che sono poi km di ciclopedonali e corsie) e non si misurano o quasi i ciclisti. Mi piacerebbe sapere che risultato darebbe il semplice indicatore numero nuovi ciclisti su nuovi “percorsi ciclabili”, probabilmente zero virgola, quindi fallimento, ma vorrei tanto essere smentito.
La (non)considerazione della ciclabilità e’ in realta’ indice di un problema piu’ grande: la mobilità e’ una scocciatura, di cui ci dobbiamo (o far finta di) occupare in modo “sostenibile” perche’ nel 2026 bisogna almeno salvare le apparenze. Incredibilmente (salvo presumere la codardia politica) al momento di assegnare i posti di giunta due anni fa nessuno voleva prendere la mobilità, quando la mobilità e’ l’assessorato che piu’ ha visibilità e impatto capillare sulla qualità della vita di TUTTI indistintamente, perche’ le conseguenze di quello che fa e soprattutto non fa quell’assessorato lo vede chiunque non appena questi esce di casa con qualsiasi mezzo o a piedi, nonche’ quando e’ in casa e apre la finestra o la tiene chiusa, oppure quando attende i figli o amici che sono in giro per la città. Non tutti vanno al parco, a scuola, percepiscono servizi sociali etc. TUTTI invece si muovono o hanno qualcuno che si muove in casa e subiscono le conseguenze del come ci si muove e non ci si muove.
Quindi, politica pressoché fallimentare.
Se poi Ribolla (e opposizioni) un giorno sulla via di Amsterdam (ma vanno bene anche molte città del Sud) subisse una conversione immediata e credibile e proponesse qualcosa di convincente, deciso e incisivo per quando si candidera’ a Sindaco, guadagnera’ voti insospettabili. Per ora le premesse non ci sono, quindi, almeno sulla mobilità, toccherà il meno peggio ancora (bel dilemma).

Alberto

Cercando di riassumere: chi ci guadagna da questa storia: 1. L'impresa Vitali (i cui fratelli sono indagati, con ritardi di anni alla stazione e pronti a ricevere 140 milioni dei nostri soldi per la loro autostrada privata) che oltre al contratto milionario per l'eBRT adesso immagino fattureranno tutte le modifiche 2. Chi da Dalmine deve andare a Bergamo in pullman, oggettivamente un beneficio ce l'hanno).
Chi ci perde: 1. Tutti gli altri 2. Il comune di Bergamo, che sta per essere travolto da questa faccenda.
Gli altri comuni stanno giustamente protestando, mentre dalla Regione silenzio assoluto per convenienza.

andrea

Berlanda DIMETTITI!!!!

Enzo

Non sanno più che pesci pigliare!
Il 14/9 si avvicina

gus

Da via Baschenis a via S.Giorgio, direzione autostrada, continua ad essere sbarrata la corsia corrispondente. Contromano non si può. O si inverte la marcia, come fanno alcuni, oppure si è costretti a passare dalla rotatoria di largo Tironi. E' così difficile essere razionali?

Franco

Quanta improvvisazione dopo mesi di studio e dopo aver speso un sacco dì soldi.
Purtroppo i cittadini non possono ringraziare l'assessore.
Vedrai che Bergamo…

SABRINA

Chissenefrega di auto inquinanti bici e monopattini pericolosi pedoni che se ne stessero a casa loro...da adesso in poi tutti sul mezzo più green di tutti..l'aereo!!!

carmen spreafico

Fortuna hanno studiato...... E io pago.

diego locatelli

Sperperare denaro altrui... fossero soldi loro starebbero Attentissimi

Maya

Quindi l'assessore aveva mentito ed è stata fatta una modifica illegale: aveva detto che il marciapiede sarebbe stato ridotto a 1,50 m, che è il minimo per legge, invece è stato ridotto tutto a 1,20 m e anche meno. Cosa può fare un cittadino quando sono gli stessi amministratori a non rispettare la legge?

tsn

Piu' che altro un marciapiede a di 120 cm non e' a norma...

Giuseppe Francesco

Io però non ho ancora capito dove posso passare in bici, soprattutto in via S. Giorgio dove non ci passa più uno spillo. Ma anche in via Paleocapa, Bonomelli etc... a questa amministrazione della ciclabilità non importa nulla perché non porta soldi.

Conte della Corte

Non pare normale che si proceda per tentativi. Chi li paga questi lavori?
La corte dei conti ha condannato sindaci che avevano regalato un mazzo di fiori, e qui? Quanti soldi stiamo sprecando in lavori e contro lavori?