Un patrimonio locale

Villa Fenaroli e il suo giardino botanico in vendita a Tavernola: «Regione la acquisti e diventi un bene pubblico»

La dimora cinquecentesca fu residenza estiva del botanico di fama internazionale, nel giardino diverse specie rare ed esotiche

Villa Fenaroli e il suo giardino botanico in vendita a Tavernola: «Regione la acquisti e diventi un bene pubblico»

Villa Fenaroli, la dimora signorile, con giardino botanico e uliveto, vero patrimonio storico e culturale di Tavernola, è ora in vendita.

L’ordine del giorno in Regione

Un fatto che però ha destato preoccupazione nella politica locale bergamasca, con il conseguente ordine del giorno, al Pirellone, dei consiglieri regionali Davide Casati (Pd) e Paola Pollini, Nicola Di Marco e Paola Pizzighini (M5S), che hanno chiesto al presidente Attilio Fontana di salvarla procedendo con il suo acquisto, per farla diventare un bene pubblico e poterla così tutelare.

Altrimenti detta Villa Elena, di origini cinquecentesche, è stata per lungo tempo la dimora estiva del noto botanico di fama internazionale Luigi Fenaroli (1899-1980), che l’aveva ereditata dal padre Giovan Battista. Divenne poi di proprietà del figlio dello studioso, Guglielmo, poi passò alla famiglia della moglie, Pierangela Marelli, e nel 2019 era già stata messa in vendita.

Il prezioso orto botanico

Perché quest’edificio, insieme al terreno circostante, è così importante? Per via del suo parco di 2,1 ettari, sede di interesse e studi botanici fin dall’Ottocento, che ospita piante particolari o molto rare qui in Italia.

Per esempio, un albero di canfora, che fa parte del gruppo degli unici cinque presenti nel nostro Paese, ma anche una sequoia gigante, un albero di ginkgo biloba e il primo esperimento di coltivazione del kiwi nello Stivale (siamo il secondo produttore nel mondo), dopo che Fenaroli ne fece arrivare un lotto da dieci piantine direttamente dal suo luogo d’origine, ovvero la Nuova Zelanda. Non mancano una piccola macchia di bambù, così come degli stagnetti corredati da eleganti piante acquatiche e delle imponenti palme. Un luogo di particolare ed esotica bellezza, nella suggestiva cornice del lago d’Iseo.

A corredo, ma non di inferiore importanza, ci sono la biblioteca con gli studi botanici e geologici del professor Fenaroli e alcuni suoi colleghi, le tavole botaniche e la raccolta storica del National geographic. Per concludere, non si può appunto evitare di citare la coltivazione di alberi di ulivo nel terreno della villa.

«La villa diventi bene pubblico»

La richiesta dei consiglieri grillini e dem, a Palazzo Lombardia, è quella che la Giunta si impegni, tramite un Accordo di programma o un altro strumento, ad avviare l’acquisizione della dimora, stanziando le opportune risorse economiche per garantire la copertura finanziaria all’operazione. Inoltre, hanno domandato che Regione  si faccia promotrice dell’acquisto pubblico della proprietà al Ministero della Cultura.

Il sindaco di Tavernola, Roberto Martinelli, ha accolto con favore questa iniziativa, mentre il suo predecessore, Ioris Pezzotti, ne aveva già fatta richiesta di tutela, ottenuta nel 2023 da parte della Soprintendenza di Bergamo e Brescia e quella Archivistica e bibliografica della Lombardia.

Era stato inoltre promotore di un Protocollo d’intesa, come portatori di interesse pubblico, firmato da Regione e diversi altri enti pubblici. Dato però il momento di blocco, come riportato da L’Eco di Bergamo ha deciso di coinvolgere anche i consiglieri al Pirellone. Questo per arrivare a un passo decisivo, raccogliendo anche le disponibilità che, come semplice Comune, il paese del Sebino non ha chiaramente a disposizione, per far sì che Villa Elena diventi un bene pubblico a tutti gli effetti, anche sulla carta.