Fotovoltaico: un buon investimento?

Fotovoltaico: un buon investimento?
30 Ottobre 2019 ore 09:01

Negli ultimi anni, sempre più Italiani stanno pensando di installare impianti fotovoltaici, ma si chiedono se valga veramente la pena di optare per questa forma di energia alternativa. Sicuramente si tratta di un ottimo investimento, purché venga adeguato alle proprie necessità. Infatti, è importante che l’impianto venga dimensionato in base al luogo di installazione. Inoltre, è fondamentale tenere conto anche dell’ubicazione geografica e del tipo di consumi che vengono attuati nell’arco della giornata.

Non bisogna dimenticare che gli impianti fotovoltaici possono essere connessi alla rete elettrica nazionale oppure essere isolati da essa. Nel primo caso possono essere con accumulo, ovvero in grado di immagazzinare energia nella batteria apposita (Energy Storage), in modo da renderla disponibile nelle ore in cui l’energia fotovoltaica prodotta è insufficiente, come la notte. In questo modo si massimizza l’autoconsumo, anche se il costo di realizzazione dell’impianto tende ad aumentare.

Nel caso in cui si propenda, invece, per un impianto fotovoltaico senza accumulo, l’energia prodotta e non consumata viene immessa in rete e distribuita secondo una serie di contratti. Per quanto riguarda, invece, gli impianti fotovoltaici in isola, detti anche off-grid, questi non sono connessi alla rete. Pertanto sono dotati di sistemi di accumulo. Di solito, vengono scelti in caso di luoghi isolati, in cui non arriva la rete elettrica nazionale. Sei interessato ad avere maggiori informazioni? Allora puoi andare sul sito Taglialabolletta.it, che fornisce in maniera precisa tutte le indicazioni in merito a questo tipo di impianti di produzione da fonti rinnovabili.

Fotovoltaico domestico: conviene davvero investire? Ma conviene veramente investire nel fotovoltaico nel 2019? L’energia fotovoltaica è pulita e permette, se sfruttata adeguatamente, di ridurre il costo della bolletta elettrica. In passato l’installazione degli impianti fotovoltaici ha previsto numerosi incentivi statali che, con il passare del tempo, sono stati fortemente rimodulati. Tuttavia, rimane un investimento redditizio, che deve essere valutato tenendo conto del risparmio che si riesce ad ottenere per almeno 25 anni sulla spesa dell’energia elettrica.

Il risparmio è legato alla collocazione geografica, nonché alla percentuale di autoconsumo in relazione all’energia totale prodotta. Di fatto, è bene sottolineare che la produzione di un impianto fotovoltaico dipende dalla esposizione, dalla latitudine e dalla longitudine del luogo di ubicazione. Infatti, i pannelli fotovoltaici funzionano anche se vengono installati in corrispondenza di tetti non troppo esposti al sole e anche in caso di giornate nuvolose. Tuttavia, il rendimento è massimo nel caso in cui l’impianto venga esposto a sud. Spostandosi da questa situazione ideale, la produzione annuale tende a diminuire. Altro aspetto importante è l’autoconsumo, ossia l’energia prodotta e consumata dall’utente, che permette di risparmiare il cento per cento del costo del Kwh, con il rimborso dello scambio sul posto. Nel caso in cui non sia possibile autoconsumare, l’energia che viene generata deve essere ceduta in rete. Ciò permette di ottenere un contributo se si sottoscrive con il gestore dei servizi energetici la convenienza di scambio sul posto. Tuttavia, è meno vantaggioso dell’autoconsumo, in quanto consente di recuperare solo i servizi di rete e la quota energetica.

I costi di un impianto fotovoltaico: quanto è necessario spendere? Quanto costa installare un impianto fotovoltaico? In media si va dai 1.500 ai 2.000 euro a kWp (kilowatt di picco). Di fatto, molto dipende dalle dimensioni dell’impianto e dalla tecnologia che viene impiegata per la realizzazione dei pannelli.

L’investimento totale, di norma, si aggira attorno agli 8.000 euro: 6.000 sono necessari per l’acquisto dell’impianto e 2.000 euro per la manutenzione che viene fatta nei successivi 25 anni. Sicuramente investire nel fotovoltaico tende a essere remunerativo più si autoconsuma. Dunque è importante ragionare su questo aspetto quando si decide di propendere per questa forma di energia alternativa.

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