Un po’ di qua e un po’ di là

Forza Italia, restare o via con Toti? Campagna acquisti tra azzurri ed ex

Forza Italia, restare o via con Toti? Campagna acquisti tra azzurri ed ex
28 Settembre 2019 ore 09:10
Vignetta in apertura di Luca Nosari

 

Alzi la mano chi vorrebbe essere al posto di Alessandra Gallone. Ragionando con razionalità, di mani alzate se ne vedono ben poche. Perché prendere in mano il coordinamento provinciale di Forza Italia, un partito sempre più sfilacciato e in discesa verticale di voti a livello nazionale tanto quanto locale, richiede una bella dose di coraggio politico. In più, ci si è messo pure il nuovo movimento di Giovanni Toti, governatore ligure e ribelle dissidente, a mettere i bastoni tra le ruote della senatrice azzurra, visto che (paradossalmente) Cambiamo – questo il nome della creatura totiana – ha finora raccolto più adepti in Bergamasca che nella sua Liguria. Insomma, ci aspetta un autunno scoppiettante in casa centrodestra.

Nonostante le premesse, la Gallone si è gettata nella nuova avventura con un entusiasmo coinvolgente. Chi l’ha vista la scorsa settimana al banchetto in via XX Settembre, nel cuore di Bergamo, non ha potuto non notare il sorriso e la passione coi cui chiacchierava e fermava le persone. Ora il suo “tour” la porterà anche nella Bassa e nelle Valli, là dove, forse, sarà più dura convincere amministratori locali e militanti che restare in Forza Italia abbia ancora un senso. Non è un caso che la maggior parte delle nuove adesioni a Cambiamo si stima che potrebbero arrivare proprio da quei territori. A prevederlo sono stati Alessandro Sorte e Stefano Benigni, ovvero i due deputati bergamaschi ex azzurri che, dopo mesi e mesi di tira e molla e critiche continue ai vertici di Forza Italia, hanno finalmente deciso di salutare la vecchia strada per iniziarne una nuova insieme a Toti.
Stando alle loro dichiarazioni, in Cambiamo passeranno presto due consiglieri provinciali, tre presidenti di comunità montane, una trentina di sindaci e circa duecento consiglieri comunali. Intanto, pochi giorni fa, è arrivato il cambio di casacca del primo consigliere regionale, ovviamente un bergamasco. Ma non uno qualunque: Paolo Franco, coordinatore provinciale azzurro dimissionario.

Naturalmente (c’era da aspettarselo), sono subito volate parole pesanti: Franco ha accusato il suo ex partito di essere «un sistema massonico-borbonico chiuso». In particolare, la cosa che lo ha…

 

Articolo completo a pagina 5 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 3 ottobre. In versione digitale, qui.

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