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Gli alberi verranno ripiantati

Ruspe e scavatori in Piazzale Alpini E parte il bailamme delle polemiche

Ruspe e scavatori in Piazzale Alpini E parte il bailamme delle polemiche
Cronaca 22 Marzo 2019 ore 09:10

Arriva in redazione la domanda di alcuni ragazzi del Lussana: «Perché stanno devastando il “nostro” piazzale Alpini?». E poi ieri mattina, giovedì 21, una donna si “incatena” a una pianta per non farla sradicare perché, dice fra l’altro, «su questa pianta gli uccelli stanno già preparando i nidi per la nuova stagione». In effetti, nel piazzale sono in moto ruspe e scavatori e, addirittura, è arrivata una scavatrice speciale dalla Germania che consentirebbe lo “sradicamento dolce” di una ventina di alberi che saranno ripiantati nel Parco 8 Marzo del quartiere di San Paolo. Un’ottima intenzione.

Motivo di tutto questo bailamme con spesa non indifferente: la sicurezza. L’amministrazione comunale ha raccolto il lamento dei cittadini che considerano troppo pericolosa la zona della stazione e ha pensato bene di eliminare aiuole e cespugli dal piazzale creando più larghi vialetti in pietra (o in cemento), diminuendo lo spazio della fontana ed eliminando diversi alberi. Il piazzale, così ripulito, dovrebbe risultare più sicuro. L’opera venne concepita alla fine degli Anni Cinquanta, un modo per ingentilire lo spazio tra le scuole, siamo proprio davanti all’istituto Vittorio Emanuele II e al liceo Lussana, e la stazione autolinee. Un luogo della memoria, per giunta: qui si trova il monumento agli alpini ideato dall’architetto Beppino Gambirasio.

E ora? Abbiamo ascoltato un esperto, Giovanni Veronesi, ogni giorno sul campo a sistemare parchi, alberi e giardini: «Non giudico le intenzioni. Però non credo che gli alberi sradicati potranno sopravvivere. Perché un albero può sì venire sradicato e ripiantato, ma deve venire preparato a cominciare almeno dall’ultimo anno vegetativo. E anche in questo caso il buon esito non è…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 3 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 28 marzo. In versione digitale, qui.