Il giorno della memoria

Il 27 gennaio, quando il mondo scoprì gli orrori di Auschwitz

Il 27 gennaio, quando il mondo scoprì gli orrori di Auschwitz
27 Gennaio 2018 ore 09:30

«La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati». Così il 20 luglio del 2000 l’Italia istituiva quella che sarebbe diventata una data sempre più importante nella vita pubblica, la Giornata della Memoria.

Il 27 gennaio è legato alla scoperta degli orrori del campo di concentramento di Auschwitz: quel giorno del 1945 le truppe sovietiche arrivarono nella cittadina polacca  dalla quale circa dieci giorni prima, i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con loro tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa. L’apertura dei cancelli mostrò al mondo intero non solo molti testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati in quel lager nazista. Al di là di quel cancello, oltre la scritta «Arbeit macht frei» (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno.

 

 

Auschwitz (il nome tedesco di Oswiecin) era una cittadina situata nel sud della Polonia. Qui, a partire dalla metà del 1940, era funzionato il più grande campo di sterminio di quella sofisticata “macchina” tedesca denominata “soluzione finale del problema ebraico”. Auschwitz era una vera e propria metropoli della morte, composta da diversi campi – come Birkenau e Monowitz – ed estesa per chilometri. Un universo rimasto nascosto agli occhi del mondo sino a quel 27 gennaio quando per la prima volta si vide da vicino quel che era successo e si conobbe lo sterminio in tutta la sua realtà. Per questo Giorno della Memoria non vuole essere una mobilitazione collettiva per una solidarietà ormai inutile. È piuttosto, un atto di riconoscimento di questa storia: come se tutti ci affacciassimo dei cancelli di Auschwitz, a riconoscervi il male.

L’Italia ha formalmente istituito la giornata commemorativa, nello stesso giorno, alcuni anni prima della corrispondente risoluzione delle Nazioni Unite: l’Assemblea generale la istituì infatti il 1 novembre 2005, durante la 42esima riunione plenaria, per commemorare le vittime della tragedia dell’Olocausto. Una giornata per ricordare le vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali e coloro che hanno messo a rischio la propria vita per proteggere i perseguitati ebrei.

L’Italia poi ha fatto anche di più: nel 2009 ha istituito il «Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah», presieduto dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, per procedere ad una efficace e coordinata programmazione delle cerimonie e delle iniziative organizzate per la Giornata della Memoria.

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