Cronaca
Una studentessa della Columbia University

Porta sulle spalle il materasso su cui ha subito la violenza

Porta sulle spalle il materasso su cui ha subito la violenza
Cronaca 05 Settembre 2014 ore 11:33

Emma Sulkowicz è una studentessa ventunenne della Columbia University che ha denunciato di essere stata violentata il primo giorno del suo secondo anno da un coetaneo. Nessuno, però, le ha creduto: non le autorità scolastiche, non la polizia e nemmeno i suoi amici. Nonostante le sia stato chiesto di descrivere con precisione ciò che è accaduto nella notte della supposta violenza, la commissione istituita dall’Università non ha preso alcun provvedimento nei confronti del presunto aggressore, che, peraltro, era già stato denunciato da altre due ragazze. «Ero così ingenua che credevo che non mi avrebbero lasciata sola, perché ho detto solo la verità».

Poiché molto pochi erano disposti a prestarle fede, Emma Sulkowicz ha deciso di portare sempre con sé, dovunque vada nel campus, il materasso su cui dice essersi compiuta la violenza. Spiega di avere voluto che diventasse il simbolo del peso che deve portare. Non chiede aiuto agli altri per sorreggerlo, ma non lo rifiuta, nei casi in cui le viene offerto. Ha inoltre deciso di mettere la sua esperienza al centro del progetto che presenterà come tesi di laurea, e che ha intitolato: Matress Performance: Carry that Weight. Continuerà a portare il materasso fino al giorno in cui si diplomerà, o fino a quando il presunto aggressore se ne andrà dal campus.

Emma Sulkowicz è una dei ventitré studenti che hanno firmato una denuncia di oltre 100 pagine contro i mancati interventi della dirigenza universitaria nei casi di denunce di molestie sessuali. Non solo coloro che sono stati accusati negli anni di avere commesso abusi non sono stati affidati alle autorità giudiziarie, ma non sono stati nemmeno allontanati dal campus. Le presunte vittime hanno messo in atto diverse forme di protesta, con manifestazioni, striscioni, e interruzione delle lezioni. L’8 maggio sono persino comparsi, nel bagno femminile, i nomi di quattro ragazzi accusati di avere più volte compiuto abusi. Il caso è giunto anche alle orecchie della Casa Bianca, che si è fatta promotrice dello spot «Una è già troppo». Il Dipartimento dell’Istruzione sta valutando se avviare delle indagini sul college newyorkese.

Al momento, le autorità federali stanno monitorando dozzine di università, incluse Harvard, Princeton, la Florida State e l’Ohio State. Questi college sono accusati di non avere proceduto nel modo corretto, quando hanno ricevuto denunce di crimini a sfondo sessuale. Bonnie Fisher, un professore della Scuola di Giustizia Criminale, dell’Università di Cincinnati e autore di studi sui casi di molestie nei campus universitari, ha detto: «Gli amministratori dei college non sanno come gestire queste situazioni e non si sono nemmeno riservati il tempo necessario per essere informati. Per loro è solo un altro fascicolo sul tavolo, che sperano non causi una perdita di studenti o una cattiva pubblicità da parte dei media».

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