Qual è il motivo?

Il 2×1000 è rimasto solo per i partiti

Il 2×1000 è rimasto solo per i partiti
10 Maggio 2017 ore 04:30

 

Lo scorso anno, nella legge di stabilità, il governo aveva previsto la possibilità per le persone fisiche di devolvere il 2×1000 delle proprie tasse a un’associazione culturale di cui stimassero il lavoro, contribuendo in questo modo a sostenere l’attività di chi nel nostro Paese aveva a cuore di promuovere  a vario titolo la cultura. Circa 1300 associazioni culturali si erano fatte carico di seguire un iter burocratico non semplice per iscriversi al registro delle associazioni, istituito a tale scopo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e poter così accedere a tali contributi.

Erano escluse le Fondazioni, che in molti casi potevano già usufruire del 5×1000, proprio con lo scopo di sostenere le realtà più piccole, quelle che meno riescono a ricevere contributi pubblici per le loro iniziative, e quelle che invece più si caratterizzano per una partecipazione popolare, dal basso, sul territorio, a contatto con la gente, nella vita quotidiana. Esperienze molte volte di quartiere, che contribuiscono alla coesione sociale e alla formazione di una cultura della accoglienza e del rispetto reciproco, del lavoro e dell’impegno sociale, della promozione della persona e delle sue capacità, attraverso la musica, il teatro, la letteratura, l’arte, il cinema.

 

 

Tale contributo sarebbe poi arrivato alle associazioni dopo qualche anno, se si vuole vedere quello che è accaduto con il 5×1000, ma comunque era un segnale positivo di come la cultura fosse ancora ritenuta una cosa importante nel nostro paese. Un segno di gratitudine verso gli sforzi di chi in questi anni con molta fatica, non aveva smesso di seminare per il bene comune. Una forma indiretta di sostegno in un tempo in cui i contributi pubblici a iniziative culturali si sono significativamente abbassati.

Ma quest’anno tale opportunità è sparita dalla dichiarazione dei redditi lasciando la possibilità di destinare il 2×1000 solo ai partiti politici. Perché? Forse lo scorso anno le associazioni culturali erano state inserite solo per far meglio digerire la presenza dei partiti politici, forse più associazioni del previsto  hanno “rubato” soldi alla politica, ma tant’è, quest’anno, senza dire nulla, in quella casella le associazioni culturali non ci sono più. Restano solo i partiti. Solo Franco Panizza del Partito Autonomista Trentino Tirolese, ha promosso un’interrogazione parlamentare su quanto accaduto, presentata a marzo di quest’anno. È tutt’ora senza risposta.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia