Con la top ten dei miliardari

Metà della ricchezza del mondo è in mano a 85 “paperoni”

Metà della ricchezza del mondo è in mano a 85 “paperoni”
18 Agosto 2014 ore 12:39

Le 85 persone più ricche del mondo detengono un patrimonio equivalente a quello di mezzo mondo, cioè di circa 3,5 miliardi di poveri. Più di 2,2 miliardi di persone vivono invece in quella che il Programma sviluppo delle Nazioni Unite definisce “povertà multidimensionale”, deterinata sulla base di diversi fattori: salute, educazione, standard di vita, lavoro e guadagno, coesistenza con situazioni di violenza. 1,2 miliardi vivono in media con meno di un euro al giorno. Altri 800 milioni di individui sono, inoltre, a rischio povertà, se il corso della loro vita o quello del Paese in cui abitano dovesse subire un contraccolpo improvviso.

 

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85 super ricchi detengono la metà della ricchezza del mondo. Un recente rapporto della confederazione internazionale Oxfam, Working for The Few – Political capture and economic inequality, descrive un quadro di ineguaglianza mondiale preoccupante. «Circa metà della ricchezza – spiega il rapporto – è detenuta dall’1% della popolazione mondiale. E questo reddito dell’1% dei più ricchi del mondo ammonta a 110.000 miliardi di dollari, 65 volte il totale della ricchezza della metà della popolazione più povera del mondo» quasi 1700 miliardi di dollari. Esattamente a quanto ammonta la somma del reddito degli 85 super ricchi. La fotografia scattata dalla Ong mostra un mondo che evolve continuamente verso la diseguaglianza: sette persone su 10, infatti, vivono in Paesi dove la disuguaglianza economica è aumentata negli ultimi 30 anni. L’1% dei più ricchi ha aumentato la propria quota di reddito in 24 su 26 dei Paesi con dati analizzabili tra il 1980 e il 2013. Negli Usa, l’1% dei più ricchi ha intercettato il 95% delle risorse a disposizione dopo la crisi finanziaria del 2009, mentre il 90% della popolazione si è impoverito.

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Chi sono i dieci più ricchi del mondo (una sola donna). Bill Gates, fondatore di Microsoft, è al primo posto della classifica stilata annualmente da Forbes con un capitale di 76 miliardi di dollari Al secondo posto c’è Carlos Slim Helu, imprenditore messicano con 72 miliardi di dollari. Medaglia di bronzo per Amancio Ortega, fondatore della catena internazionale di negozi di abbigliamento Zara (64 miliardi di dollari). Seguono in classifica Warren Buffett, considerato il più grande value investor di sempre con 58,2 miliardi di dollari e Quinto Larry Ellison, co-fondatore e CEO della Oracle Corporation con 48 miliardi di dollari. Il sesto posto è occupato da Charles Koch, figlio del fondatore delle Koch Industries (40 miliardi di dollari) seguito dal fratello David Hamilton Koch, che vanta un patrimonio uguale a quello di Charles. All’ottavo posto trova spazio l’imprenditore statunitense Sheldon Adelson, (38 miliardi di dollari). Unica donna della top ten è Christy Walton, imprenditrice statunitense vedova del miliardario John T. Walton (36,7 miliardi di dollari). In ultima posizione c’è Jim Walton, il più giovane dei figli di Sam Walton, il fondatore della catena di supermercati Wal-Mart con un capitale di 34,7 miliardi di dollari.

Qualche dato sulla povertà italiana. Per quanto riguarda il 2013, la fotografia scattata dall’ISTAT non è rassicurante: sono 3 milioni e 230 mila le famiglie in condizione di povertà relativa (12,6%), mentre le famiglie che si trovano in condizione di povertà assoluta raggiungono la cifra di 2 milioni e 28 mila (7,9%). Se si considera l’incidenza della povertà sul numero complessivo di cittadini, i dati appaiono ancora peggiori: sono 10 milioni i poveri relativi e 6 milioni gli italiani considerati poveri in misura assoluta. Mentre i dati sulla povertà relativa, per quanto negativi, sembrano tendere al ribasso (dal 12,7% del 2012 al 12,6% di quest’anno), preoccupanti sono quelli che riguardano la povertà assoluta, in aumento del 1,1% rispetto al 6,8% dello scorso anno (1 milione e 200 mila persone in più).

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