Allarme della Cisl

A Bergamo ottomila artigiani senza cassa da maggio: «Mancano oltre 7,3 milioni di euro»

Secondo i dati in mano al sindacato (aggiornati al 12 luglio) sono ancora 75 mila gli artigiani lombardi che attendono di ricevere le mensilità di maggio, giugno e luglio, per un totale di circa 69 milioni di euro

A Bergamo ottomila artigiani senza cassa da maggio: «Mancano oltre 7,3 milioni di euro»
26 Settembre 2020 ore 08:30

A Bergamo mancherebbero oltre 7,3 milioni di euro per soddisfare l’attesa di cassa per gli 8 mila lavoratori artigiani della provincia che da maggio non percepiscono reddito. Un dato che desta forti preoccupazioni, soprattutto nella Cisl di Bergamo che lamenta i gravi ritardi nell’invio delle risorse finanziarie destinate al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato da parte del Ministero del Lavoro. Contributi che sono necessari per il pagamento della cassa integrazione ai lavoratori che hanno sospeso l’attività lavorativa a causa del Covid.

«È da troppi mesi che aspettiamo che le promesse si tramutino in fatti concreti – sottolinea il segretario provinciale Danilo Mazzola -. I nostri sportelli sono costantemente, e giustamente, sollecitati dai lavoratori che stanno vivendo questo periodo con estrema difficoltà. Dopo le chiusure totali di marzo e aprile e il conseguente ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, le aziende artigiane stanno lentamente ripartendo. Tuttavia non sono aiutate dal clima di difficoltà generale che il settore manifatturiero sta affrontando».

Dopo i gravi ritardi nei pagamenti di febbraio, marzo e aprile per oltre 42 mila lavoratori lombardi (ai quali sono stati distribuiti oltre 218 milioni euro), secondo i dati aggiornati al 12 luglio in mano al sindacato sono ancora 75 mila gli artigiani lombardi che attendono di ricevere le mensilità relative a maggio, giugno e luglio, per un totale di circa 69 milioni di euro.

«Molti lavoratori durante il lockdown hanno dovuto far ricorso ai propri risparmi o a prestiti per tirare avanti – aggiunge Mazzola -. Adesso attendono che quanto gli compete sia versato loro. Sono somme che vanno dai 700 ai 900 euro al mese, riproporzionate in base alle effettive ore non lavorate. La bilateralità ha svolto il proprio ruolo in modo responsabile, anticipando risorse proprie e riconoscendo a tutte le imprese, anche quelle non iscritte a FSBA, i periodi di cassa integrazione. Chiediamo che anche le istituzioni mantengano i loro impegni e stanzino i 350 milioni promessi con il decreto agosto (FSBA stima un fabbisogno di 417 milioni) in aggiunta agli 825 milioni già stanziati».

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