Momento delicato

Doppio doloroso addio di parroco e curato, a Grassobbio la nuova guida è don Gian Domenico Epis

L'ex parroco don Emanuele Beghini: «Non mi sono ripreso dal Covid». Il curato don Luca Gambirasio: «Sono scoppiato». Il vescovo a breve nominerà anche un nuovo curato.

Doppio doloroso addio di parroco e curato, a Grassobbio la nuova guida è don Gian Domenico Epis
Grassobbio e Gorle, 17 Agosto 2020 ore 20:35

Un doppio annuncio che il vescovo mons. Francesco Beschi ha definito «delicato e doloroso», ma anche il segno di speranza della nomina di un nuovo parroco. La comunità parrocchiale di Grassobbio ha vissuto a inizio agosto giornate particolari e ricche di novità.

Al termine della celebrazione festiva di domenica 2, sia il parroco don Emanuele Beghini, sia il curato don Luca Gambirasio hanno infatti comunicato il proprio addio alla comunità. Annunciato da don Luca che presiedeva la concelebrazione, ha parlato per primo il parroco don Manuel, che così si è rivolto ai fedeli: «Come tutti sapete – ha detto il parroco – il virus mi ha colpito duramente nei mesi scorsi e sono ancora molti gli strascichi di quella malattia che mi sto portando addietro. Per questo motivo mi rendo conto che non sono in grado di poter continuare a reggere l’impegno del mio ministero e quindi ho rassegnato al vescovo le mie dimissioni da parroco di Grassobbio. Ci sono momenti in cui è necessario avere l’umiltà di riconoscere i propri limiti, e diventa necessario fare un passo indietro per il bene di tutti. Se tentassi ostinatamente di continuare nel mio ministero, non farei del bene alla comunità e nemmeno a me stesso. Ho chiesto allora al Vescovo di concedermi un periodo di riposo e di cure, un tempo in cui cercare di riprendere forze e salute, per poter tornare a vivere con serenità e impegno i compiti pastorali nel prossimo futuro. Per questo motivo, a partire dal 1 settembre, decado dall’ufficio di parroco di Grassobbio, e andrò a vivere come “residente” nella parrocchia di Villongo insieme a mio fratello don Alessandro. Vi ringrazio di cuore per la vicinanza e la preghiera, che mi ha salvato la vita nel momento più difficile e che tanto mi ha sostenuto in questo periodo di convalescenza. Vi chiedo umilmente di continuare a pregare perché il Signore mi sostenga e mi aiuti a comprendere quale servizio posso compiere nella sua Chiesa anche in questa situazione di difficoltà».

Don Manuel Beghini a Grassobbio nel 2015 in occasione di un’iniziativa AIDO

Subito dopo anche don Luca ha annunciato la sua richiesta di sospensione (accolta) a mons. Beschi.
«Anch’ io – ha spiegato il curato con la voce rotta dalla commozione – ho una cosa da dirvi. Poco più di un mese fa sono andato dal vescovo per chiedergli di essere spostato da Grassobbio. Ho fatto questa richiesta non perché qui con voi mi sia trovato male (anzi penso che tutti quanti siate ben consapevoli di quanto belli e ricchi siano stati questi anni vissuti insieme), né perché ho combinato qualche cavolata. Ma ho chiesto di essere spostato da Grassobbio perché sono scoppiato. La mia testa non funziona più. In questi sette anni di sacerdozio in mezzo a voi, e soprattutto in questi ultimi mesi, ho cercato di donarvi tutto me stesso, di essere presente per tutti, di avere una parola buona per ognuno. Ho tentato di accompagnare e guidare questa comunità cercando di non far sentire nessuno solo. Pensavo di essere forte e di farcela, invece sono scoppiato e mi rendo conto che per il bene mio e della comunità, devo fermarmi e cedere il testimone a qualcun altro perché non ne ho più, perché non ce la faccio più. Al vescovo ho chiesto un anno di sospensione, cioè un anno dove non mi occuperò più di pastorale, né potrò amministrare i sacramenti. Sarà un anno di pausa, nel quale mi prenderò cura di me e sarà un anno di discernimento, durante il quale cercherò di capire cosa fare della mia vita. Di preciso non so ancora dove andrò, ma l’idea è quella di prendere una casa in affitto e cercare un lavoro manuale e non di testa, perché questa fatica a connettere. Vi ho voluto veramente tanto bene, ho cercato di dare il meglio di me. In questa comunità mi sono sentito davvero amato e accompagnato con tanta stima e amicizia. Grazie per tutto il bene che mi avete donato e vi chiedo una preghiera speciale per me».

Don Luca Gambirasio

Don Manuel ha poi ripreso la parola, annunciando la successiva visita in parrocchia del vescovo, domenica 9 agosto. «Comprendo pienamente lo sconforto e la meraviglia che possono colpire ciascuno di voi per questi nostri annunci. Vi chiedo il favore di accogliere tutto all’interno del grande disegno provvidente di Dio. Ciò che può sembrare apparentemente una disgrazia, se vissuto nella fede e nell’abbandono fiducioso alla Provvidenza Divina è invece un dono. Il vescovo non farà venire meno la presenza di sacerdoti nella comunità che sappiano camminare con voi verso la costruzione del Regno di Dio (…). A tutti rimane il compito di presentare i pochi pani e i pochi pesci che si hanno a disposizione, perché sia Dio a raccoglierli e moltiplicarli per il bene di una comunità. C’è sempre una grande sproporzione fra i pochi mezzi che si possiedono e i tanti bisogni che si manifestano, ma se sappiamo vivere tutto alla luce del Vangelo che oggi ci accompagna, allora sapremo trovare le strade per giungere all’abbondanza e alla felicità. Grazie già da ora, per quanto ciascuno di voi saprà fare per aiutare tutta la comunità a crescere, anche in questo momento di fatica e difficoltà. Fosse anche un piccola preghiera di intercessione e di abbandono».

Nel corso della celebrazione del 9 agosto il vescovo mons. Beschi ha espresso la propria vicinanza ai sacerdoti, ricordando come don Manuel Beghini fu, nel marzo 2009 a Paratico, il primo sacerdote ad accoglierlo in Bergamasca, ma anche e soprattutto ai fedeli di Grassobbio. «La mia visita e la mia preghiera quest’oggi è soprattutto per voi – ha sottolineato nell’omelia e nei saluti finali – per stare dentro la vostra storia di comunità, che continua. Il Signore continua ad accompagnare la comunità di Grassobbio e il vescovo la porta nel cuore ancor più di prima. Vi benedico e vi ringrazio, mi avete fatto un grande dono: il dono della vostra fede. Noi che siamo al servizio della comunità e della fede di ciascuno, abbiamo bisogno della fede della comunità. Sono venuto qui in momenti molto belli, questo è un momento delicato e doloroso. Nei mesi della pandemia ho visto tanta oscurità, l’ombra della morte sulle nostre comunità, ma anche i germogli della Resurrezione».

Don Gian Domenico Epis, nuovo parroco di Grassobbio

In precedenza il Vescovo aveva reso nota la nomina quale parroco di Grassobbio di don Gian Domenico Epis, vicario parrocchiale a Stezzano dallo scorso anno, dopo essere stato in passato curato a Dalmine, parroco in Alta Valle Brembana (Trabuchello, Carona, Foppolo e Valleve) e missionario in Costa d’Avorio dal 2003 al 2019. A breve mons. Beschi ha assicurato che provvederà anche alla nomina di un nuovo curato.

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