Trentuno anni complessivi di Daspo e dieci anni di obbligo di firma. È questo il bilancio dei provvedimenti adottati dal Questore di Bergamo nei confronti dei sette appartenenti al gruppo di tifo organizzato “Ultras Italia” finiti al centro dell’inchiesta avviata dopo la partita Italia-Irlanda del Nord, disputata lo scorso 26 marzo alla New Balance Arena.
La vicenda era già emersa nelle scorse settimane, quando i sette erano stati individuati e deferiti all’Autorità giudiziaria al termine degli accertamenti condotti dalla Digos della Questura di Bergamo. Ora, al termine dell’iter amministrativo, sono arrivati anche i provvedimenti di prevenzione.
Le tensioni sugli spalti
Secondo quanto ricostruito dalla polizia di Stato attraverso l’analisi delle immagini della videosorveglianza dello stadio, alcuni appartenenti al gruppo avrebbero occupato posti assegnati ad altri spettatori, pur essendo in possesso di biglietti relativi a settori differenti.
Da qui sarebbero nati momenti di forte tensione. Gli interessati, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbero accerchiato e costretto alcuni spettatori a lasciare i propri posti, con atteggiamenti ritenuti intimidatori.
Una situazione particolarmente delicata anche per il contesto nel quale si è verificata: sugli spalti della New Balance Arena erano presenti numerose famiglie e diversi minori, che si sarebbero trovati coinvolti loro malgrado nella situazione di agitazione. Gli accertamenti della Digos hanno quindi consentito di identificare sette persone, successivamente deferite all’Autorità giudiziaria.
I sette Daspo
Sulla base degli elementi raccolti, la Divisione Anticrimine della Questura ha avviato il procedimento amministrativo di prevenzione, valutando la gravità delle condotte contestate, la pericolosità di alcuni dei soggetti coinvolti e le conseguenze sulla sicurezza e sull’ordine pubblico.
Al termine dell’istruttoria, il questore di Bergamo Vincenzo Nicolì ha disposto sette Daspo, validi sul territorio nazionale ed europeo in occasione di manifestazioni calcistiche, sia ufficiali sia amichevoli. I provvedimenti prevedono inoltre il divieto per gli interessati di acquistare personalmente i titoli di accesso attraverso i sistemi di ticketing.
Nel dettaglio, sono stati emessi:
- un Daspo di 10 anni, con 2 anni di obbligo di firma;
- un Daspo di 5 anni, con 2 anni di obbligo di firma;
- un Daspo di 4 anni, con 2 anni di obbligo di firma;
- quattro Daspo di 3 anni, con 1 anno di obbligo di firma.
Il totale è quindi di 31 anni di divieto di accesso alle manifestazioni sportive e 10 anni di obbligo di firma.
La linea della Questura
Con i provvedimenti adottati, la polizia di Stato ribadisce l’attenzione nei confronti dei comportamenti che, anche all’interno degli stadi, oltrepassano il limite della passione sportiva e sfociano in intimidazioni o prevaricazioni nei confronti degli altri spettatori.
Il principio ribadito dalla Questura è che il tifo, anche quello organizzato, non possa tradursi in comportamenti capaci di mettere a rischio la sicurezza del pubblico o compromettere la possibilità di assistere a una partita in condizioni di serenità.
I sette provvedimenti amministrativi arrivano dunque a conclusione dell’iter avviato dopo gli episodi contestati durante Italia-Irlanda del Nord e si aggiungono al procedimento giudiziario che vede coinvolte le sette persone individuate dagli investigatori.