Una mano alzata d’istinto, in una frazione di secondo, ha evitato conseguenze ben più gravi. Se quella coltellata fosse andata a segno, il fendente avrebbe colpito il volto della donna. Invece, solo per una coincidenza drammatica ma decisiva, l’ennesimo episodio di violenza domestica, avvenuto stavolta a Ponteranica, si è concluso con due feriti lievi e un uomo in carcere, con l’accusa di lesioni e maltrattamenti.
L’aggressione con il coltello
Protagonista della vicenda, come riportato oggi (mercoledì 31 dicembre) dal Corriere Bergamo, è un cittadino peruviano di 29 anni, residente nel comune della Val Brembana, arrestato dopo una notte di violenza scatenata dall’alcol e dalla gelosia. Da pochi mesi, il giovane aveva una relazione con una coetanea, rapporto segnato fin dall’inizio da continui litigi, spesso alimentati dall’abuso di bevande alcoliche. Una situazione già tesa, che nella notte tra domenica e lunedì è degenerata in modo improvviso e pericoloso.
Erano circa le due del mattino quando è scoppiata l’ennesima lite. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 29enne avrebbe accusato la compagna di averlo tradito con un amico presente nell’abitazione. Le parole si sono fatte sempre più violente, fino a quando l’uomo ha afferrato un coltello con una lama di circa venti centimetri e ha cercato di colpire la donna al volto. Un gesto istintivo ha però cambiato l’esito dell’aggressione: la vittima ha alzato la mano per proteggersi, riportando una ferita che i medici hanno giudicato guaribile in sette giorni.
Disarmato e cacciato fuori
A intervenire è stato anche l’amico accusato di essere l’amante, che è riuscito a disarmare l’aggressore, ferendosi a sua volta alle mani durante la colluttazione. Un terzo uomo, coinquilino della coppia, ha dato immediatamente l’allarme e ha trascinato il peruviano, visibilmente ubriaco, fuori dall’abitazione, evitando che la situazione potesse ulteriormente precipitare.
All’arrivo dei carabinieri l’uomo è stato arrestato e condotto in carcere. Martedì 30 dicembre è comparso davanti al gip Beatrice Purita per l’interrogatorio di convalida. Il suo avvocato, Marco Brevi, ha chiesto misure meno afflittive come gli arresti domiciliari o l’obbligo di firma, ma il giudice ha ritenuto sussistenti i presupposti per la custodia cautelare in carcere, confermando l’arresto.