A Dalmine, in fondo a via XXV Aprile

Acqua e fango nei campi coltivati a erba medica

Acqua e fango nei campi coltivati a erba medica
Cronaca 03 Settembre 2018 ore 09:00

Se si ha la pazienza di percorrere tutta via XXV Aprile e di imboccare la discesa a cui la strada conduce, si raggiunge un anfratto dalminese che certamente sfugge alla frenesia che invece caratterizza il centro della città. Si tratta del Maniero del Brembo, un’azienda agricola popolata da animali e che sorge proprio dietro l’area umida gestita dall’associazione «Il Picchio Verde». A dividere le due realtà confinanti, c’è attualmente un campo coltivato a erba medica, sfruttata per il foraggio degli animali.

 

 

Un fazzoletto di verde che si estende su una superficie di circa novanta metri quadrati e su cui, negli ultimi tempi, si sono fomentate diverse dispute. Questioni che hanno origine dai problemi di irrigazione, che attinge alla roggia Brembilla, corso d’acqua che appartiene al Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca. «Ho fatto delle fotografie per dimostrare che circa la metà del nostro campo era allagato», racconta Erica Marziali, che si è insediata nella gestione del terreno ormai tre anni fa. Gli scatti che mostra e che ha raccolto sul telefono a testimonianza della situazione, ritraggono intere zone di campo immerse nell’acqua e nel fango che ne deriva. «Questo è il risultato di una cattiva e saltuaria manutenzione dei canali, che non vengono curati e da cui, alla fine, fuoriesce un sacco di acqua. Acqua che non solo viene sprecata inutilmente, ma brucia anche una quantità non indifferente dell’erba medica che coltiviamo sul nostro terreno».

 

 

Il sistema di irrigazione dei campi si basa su un complesso di piccole dighe dotate di paratie (strutture verticali immerse nel terreno e pensate per trattenere l’acqua) che si alzano e si abbassano a seconda del bisogno di irrigare o meno. Un sistema che risulterebbe valido e funzionante, secondo Marziali, se non fosse che «i canali sono sporchi, non vengono manutenuti regolarmente. Si riempiono di residui e l’acqua invece di rimanere raccolta lì e di filtrare normalmente, straripa nel nostro campo». Le fotografie che ha scattato sono state spedite ai gestori del Consorzio, che però «non hanno ancora provveduto a farci avere una risposta. Stiamo cercando di metterci in contatto con loro, perché spendiamo 1.400 euro all’anno per le spese di manutenzione dei canali e per il sistema di irrigazione. Per cui ci sembra inaccettabile che poi ci si trovi ad affrontare questi problemi. Solo venti giorni fa abbiamo tagliato l’erba del campo, e ci siamo ritrovati con le ruote del trattore immerse nel fango, perché il campo era…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 21 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 6 settembre. In versione digitale, qui.

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