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Aveva 85 anni

Addio Baba Fulgenzio, padre degli orfani. Fondò Villaggi della Gioia in Tanzania e ad Haiti

Missionario passionista, ha dedicato la sua vita all'Africa e ai bambini orfani. Aveva avuto quattro tumori

Addio Baba Fulgenzio, padre degli orfani. Fondò Villaggi della Gioia in Tanzania e ad Haiti
Cronaca 04 Giugno 2021 ore 15:08

La mattina del 4 giugno a Dodoma, nuova capitale della Tanzania, è morto il missionario passionista padre Fulgenzio Cortesi, “Baba Fulgenzio”, come lo chiamavano tutti. Aveva 85 anni.

Originario di Castel Rozzone, insegnante, giornalista, scrittore, è stato padre di un incredibile numero di orfani e bambini di strada, adottati legalmente, oltre che un indomito costruttore di opere. Almeno trecento bambini portano il suo cognome. La sua opera più famosa è il Villaggio della Gioia, fondato nel 2000 a Dar Es Salaam, in Tanzania. In seguito, a Morogoro, sempre in Tanzania, è sorto un secondo villaggio (Il Villaggio della Luce), mentre un terzo è stato realizzato ad Haiti (Il Villaggio della Misericordia), nei pressi di una baraccopoli. Per offrire amore materno ai suoi figli, Baba Fulgenzio ha dato vita anche a un nuovo istituto di suore, le “Mamme degli Orfani”.

Padre Fulgenzio con Suor Marcella ad Haiti

Fulgenzio Cortesi per gran parte della vita aveva svolto il suo servizio in Bergamasca e in Italia, come formatore dei giovani e promotore delle missioni passioniste. A lui si deve, ad esempio, il Villaggio Africano di Calcinate, ora trasferito nella Casa madre della Basella di Urgnano.

Giunto all’età della pensione e colpito dal primo cancro - negli ultimi vent’anni ne avrebbe accumulati quattro, due dei quali al fegato - ha chiesto e finalmente ottenuto dai superiori di trasferirsi in Africa, continente che fin da ragazzo aveva sognato e studiato a fondo. Voleva occuparsi di cultura e di arte, ma una mattina alla porta del convento bussò una bimba che gli disse: «Asante Baba», grazie padre. Una settimana prima, Fulgenzio era passato nella capanna dove la bimba viveva con la nonna cieca – papà e mamma erano morti di Aids - e le aveva fatto una carezza. Da quel giorno, prendersi cura degli orfani è stata la sua missione. Con risultati straordinari.

Un anno fa, in occasione del suo compleanno, padre Fulgenzio aveva inviato agli amici una lettera-testamento nella quale aveva scritto: «In questi 84 anni ho riconosciuto la verità della mia povertà: non io solo ho fatto qualcosa, ma il Signore ha fatto tutto attraverso di me, nonostante me».

E paragonandosi a Davide alle prese con Golia aggiungeva: «Di fronte a me e accanto a me un mondo impazzito, sconvolgente e volutamente impotente per compiere opere di vita, per soccorrere, aiutare e tentare di salvare almeno le creature più fragili, innocenti come sono i bambini orfani e di strada. E nel mio piccolo ho potuto scagliare, scagliare pietre contro il Golia di oggi: contro l’egoismo, l’indifferenza, la malvagità, contro il male, nel tentativo di far rinsavire questo nostro piccolo e caro mondo, di far sì che si ritrovi l’anima, quell’anima creata da Dio a sua immagine e somiglianza».

Era un santo padre Fulgenzio Cortesi.