Ferrovie regionali

Rinnovo del contratto Trenord fino al 2030? Carretta e Calenda: «Intervenga l’Unione europea»

Particolarmente critici verso il Pirellone sia il consigliere regionale che il leader di Azione, che hanno depositato un'interrogazione al Parlamento Europeo

Rinnovo del contratto Trenord fino al 2030? Carretta e Calenda: «Intervenga l’Unione europea»
14 Ottobre 2020 ore 15:17

L’affidamento diretto del contratto di servizio a Trenord da parte del Pirellone continua a far discutere. Particolarmente critica è la posizione di Azione, il partito guidato da Carlo Calenda che «continuerà la sua battaglia – sottolineano lo stesso Calenda e il consigliere regionale Niccolò Carretta – fino a quando non avremo una risposta esauriente e fino a che non sarà fugato ogni dubbio circa l’interpretazione del Regolamento UE che Regione Lombardia utilizza come giustificativo alla scelta dell’affidamento diretto».

Una battaglia che è arrivata fino al Parlamento Europeo, dopo che il neo-nato partito ha depositato un’interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione per chiedere delucidazioni in merito alla vicenda. «Le abbiamo provate ormai tutte, dalla proposta di fare un referendum fino a quella di un’authority indipendente per un controllo del rispetto del contratto di servizio – aggiunge Carretta – Ringrazio Carlo Calenda per aver accolto la mia proposta di collaborazione e per aver voluto provare a dare una scossa anche a livello europeo. La questione dell’affidamento diretto del contratto di servizio a Trenord è delicato e vogliamo accertarci che la Regione stia applicando nella maniera corretta il Regolamento europero».

Il servizio ferroviario, infatti, è stato affidato alla società per il periodo 2015-2020. Il Regolamento UE prevede però che l’affidamento avvenga con una procedura di gara, ammettendo come eccezioni l’ottenimento di migliore efficienza in termini di qualità dei servizi o costi rispetto al contratto precedente. Ora, la Gunta regionale vorrebbe prolungare il contratto al 2030 ma «in Lombardia le tariffe sono aumentate di oltre il 30 per cento dal 2010 al 2019 – si legge nell’interrogazione -, la media di soppressioni giornaliere nel 2018 ammonta a 115, si lamentano investimenti insufficienti in manutenzione e parco rotabile e nel 2019 le penali comminate a Trenord superano i 14 milioni di euro».

«Considerato l’incremento delle tariffe e la media di soppressioni quotidiane, con questa interrogazione chiediamo alla Commissione se sia preferibile l’affidamento del servizio ferroviario tramite gara aperta anche a soggetti europei, cosa che personalmente auspico da tempo – aggiunge Niccolò Carretta – e se la decisione di affidamento diretto scelto dal Pirellone debba essere valutato da un organismo indipendente».

«Il servizio di trasporto della Lombardia – conclude Carlo Calenda – deve essere all’altezza di una Regione moderna e sviluppata. Soprattutto in tempi di emergenza sanitaria è inaccettabile che migliaia di cittadini lombardi pendolari patiscano quotidianamente inefficienze e ritardi. Per questa ragione la nostra battaglia, costruttiva e non preconcetta, continuerà fino a quando Regione Lombardia non fornirà una risposta esauriente e completa».

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