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Agente si uccide dopo gli attacchi social, la Procura indaga per istigazione al suicidio

Gli inquirenti hanno affidato le indagini per la morte di Gian Marco Lorito, 43enne agente a Palazzolo, ai carabinieri. Oggi, 6 febbraio, i funerali in Piemonte

Agente si uccide dopo gli attacchi social, la Procura indaga per istigazione al suicidio
06 Febbraio 2020 ore 12:34

La dinamica della morte dell’agente della Polizia Locale di Palazzolo sull’Oglio, Gian Marco Lorito, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 febbraio, è chiara, ma per capire con chiarezza cosa abbia spinto il vigile a premere il grilletto la Procura di Brescia ha aperto un fascicolo. Lo rende noto Bresciasettegiorni, che spiega anche come l’ipotesi di reato sia istigazione al suicidio.

Gian Marco Lorito

Nel frattempo, oggi, giovedì 6 febbraio, in un Comune in provincia di Torino, alle 15.30, verrà celebrato il funerale dell’agente Lorito, che aveva 43 anni ed era di origini siciliano. L’Amministrazione comunale di Palazzolo ha proclamato, inoltre, il lutto cittadino in memoria del vigile, che si è ucciso con la pistola di ordinanza nell’auto della Polizia Locale in Comune nella notte tra lunedì e martedì.

L’auto dei vigili di Palazzolo parcheggiata in un posto per i disabili a Bergamo

Un gesto compiuto dopo essere stato vittima di pesanti insulti social per aver commesso un errore: aver parcheggiato la pattuglia sul posto dei disabili. Un errore per il quale si era “automultato” e scusato. Ora, però, la Procura, nella persona del sostituto procuratore Corinna Carrara, ha deciso di aprire un fascicolo per istigazione al suicidio per fare chiarezza sull’accaduto. Il caso è stato affidato ai Carabinieri: in questo caso stanno indagando i militari della stazione di Palazzolo agli ordini del comandante Francesco Cerasola.

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