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Al Presst di Borgo Palazzo basta code: ecco l’App per chi deve cambiare medico

Si tratta dell'applicazione SOLARIQ. Potrà usufruirne chi deve richiedere o rinnovare la tessera sanitaria, chiederne il Pin e il Puk e richiedere o rinnovare le esenzioni. Attivo anche uno sportello ad accesso libero per le persone fragili

Al Presst di Borgo Palazzo basta code: ecco l’App per chi deve cambiare medico
Bergamo, 09 Ottobre 2020 ore 12:27

Da lunedì 12 ottobre le persone che si recheranno al Presst di Borgo Palazzo non dovranno più aspettare a lungo il proprio turno in coda. L’utilizzo dell’applicazione SOLARIQ, già attiva al Centro prelievi, al Cup Centrale e al Consultorio del Papa Giovanni, verrà esteso anche ad alcune prestazioni erogate nella struttura. In particolare, potranno usufruire del nuovo servizio gli utenti che devono scegliere o cambiare il medico, richiedere o rinnovare la tessera sanitaria, chiederne il Pin e il Puk e richiedere o rinnovare le esenzioni.

È possibile scaricare l’applicazione dall’Apple Store, o da Google Play. Il sistema è semplice da usare e molto intuitivo: per prenotare un appuntamento basta scegliendo giorno e ora fra quelli disponibili sotto la sezione “Scelta e revoca, esenzioni, tessera sanitaria”. Ciascuna fascia oraria ha un numero chiuso e, qualora non fosse possibile andare all’appuntamento fissato, viene chiesto di cancellare la prenotazione sempre tramite l’App con la funzione “cestino” alla voce “I miei ticket”.

Inoltre, per venire incontro alle esigenze degli utenti più fragili che possono avere difficoltà con le nuove tecnologie, come persone anziane o disabili, sarà aperto uno sportello ad accesso diretto (ossia senza prenotazione) il martedì e il giovedì dalle 14 alle 15.30 esclusivamente dedicato a queste categorie di utenti. «Il nostro consiglio è di utilizzare sempre l’applicazione per prenotare gli accessi e di rispettare l’orario, a tutela della salute di tutti – commenta Roberta Trapletti, direttore della Gestione amministrativa dei presidi -. L’accesso libero a questi servizi, che interessano una vasta parte della popolazione, va riservato a casi isolati e alle persone particolarmente fragili, che effettivamente non hanno la possibilità di accedere alle nuove tecnologie e non possono contare sul supporto di caregiver o familiari».

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