Doveva essere una di quelle trasferte che per molti ragazzi restano nella memoria come un concentrato di calcio, amicizie e prime prove di autonomia lontano da casa. Il torneo internazionale di Pasqua di Porec, in Croazia, è da anni uno degli appuntamenti più frequentati dal calcio giovanile europeo, e anche stavolta tra le squadre partecipanti c’era la Calcistica Romanese, società sportiva di Romano che da tempo prende parte alla manifestazione. Il viaggio si era svolto secondo un’organizzazione ormai collaudata: i giovani atleti, tutti minorenni, ospitati in albergo insieme ad allenatori e staff tecnico, mentre le famiglie alloggiavano in strutture separate. Una formula pensata per responsabilizzare i ragazzi, senza rinunciare alla supervisione degli adulti.
L’episodio da denuncia
È in questo contesto che, durante una serata in hotel, si sarebbe verificato l’episodio ora al centro di una denuncia, come riportato da PrimaTreviglio. Secondo quanto ricostruito, alcuni ragazzi si sarebbero spostati nei corridoi oltre l’orario consentito, arrivando fino alla stanza di un allenatore. Da lì, la situazione avrebbe preso una piega inattesa.
Stando alle ricostruzioni, l’allenatore avrebbe reagito aggredendo uno dei giovani presenti, colpendolo ripetutamente e trattenendolo mentre tentava di allontanarsi. Un episodio che avrebbe provocato forte turbamento tra chi era presente. Nonostante le conseguenze fisiche dell’accaduto, il ragazzo avrebbe comunque proseguito il torneo insieme ai compagni, partecipando regolarmente alle attività sportive fino al rientro in Italia. Solo una volta tornato a casa, il caso ha assunto contorni più definiti. La famiglia del giovane si è rivolta ai medici per gli accertamenti del caso: le lesioni riscontrate sono state giudicate guaribili in pochi giorni. È quindi stata presentata denuncia alle autorità competenti.
La società condanna l’accaduto
In una nota ufficiale, la Calcistica Romanese ha espresso una ferma condanna dell’accaduto, definendolo un fatto “inconcepibile, imperdonabile e indifendibile”. L’allenatore coinvolto ha scelto di autosospendersi, decisione accolta dalla dirigenza della società, che ha inoltre manifestato vicinanza al ragazzo e alla sua famiglia, garantendo piena collaborazione.
La vicenda è ora al vaglio degli inquirenti e del Tribunale per i minorenni. Al di là degli eventuali sviluppi giudiziari, l’episodio riporta l’attenzione su un tema delicato: la gestione e la tutela dei gruppi sportivi giovanili durante le trasferte, soprattutto quando si svolgono lontano dai contesti familiari.