Lettera a Gallera

All’ospedale Papa Giovanni mancano i reagenti per i tamponi: la denuncia di Carretta

Il consigliere regionale bergamasco ha scritto all'assessore al Welfare di Regione Lombardia per chiedere numi sulla situazione. Sospendere la processazione degli esami rinofaringei sarebbe un problema serio

All’ospedale Papa Giovanni mancano i reagenti per i tamponi: la denuncia di Carretta
Bergamo, 21 Maggio 2020 ore 17:53

Se da un lato l’attività di “tamponamento” da parte dell’Ats Bergamo dei possibili contagiati continua a buon ritmo, dall’altro resta sempre lo stesso problema: in ambito pubblico, i reagenti per la processazione dei tamponi scarseggiano. E la conferma arriva dalla lettera che il consigliere regionale bergamasco Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti) ha scritto all’assessorato regionale al Welfare per denunciare la carenza di reagenti al Papa Giovanni.

«È stato l’allarme lanciato da alcuni contatti interni alla struttura ospedaliera bergamasca a spingermi a scrivere una lettera protocollata – spiega Carretta -. Sarebbe una mancanza grave, soprattutto per un polo importante come l’Asst Papa Giovanni che in questi mesi si è presa carico di una grossissima percentuale di malati Covid-19. Ritengo necessario correre ai ripari e recuperare i reagenti al più presto. La fase 2 è iniziata e l’unico modo per capire la fattibilità di una reale ripartenza è quello di effettuare il più alto numero di diagnosi, senza contare tutti i tamponi da effettuare quotidianamente per il controllo del personale sanitario e amministrativo».

Niccolò Carretta, consigliere regionale

Di seguito, la lettera del consigliere:

«Caro Assessore Gallera,

Ti scrivo per segnalarTi, che mi hanno contattato dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per segnalarmi che, in questi giorni in cui stanno sottoponendo il personale amministrativo all’effettuazione dei tamponi, mancano i reagenti per l’analisi e sono in grande difficoltà. Ti chiedo, se la situazione Ti è nota e se, si prevede la fornitura dei reagenti alle strutture ospedaliere, che saranno costrette se prive di reagenti, a interrompere l’effettuazione dei tamponi. Sarebbe molto grave se l’Ospedale fosse costretto a sospendere l’effettuazione dei tamponi, in considerazione del fatto che, come sappiamo, la bergamasca è stata una delle zone più colpite e vi è la necessità stringente di monitorare il personale che vi lavora e la popolazione.

Grato per l’attenzione, Ti invio cordiali saluti»

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