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Fuoripista il 22 febbraio al Montmelò

Alonso, la memoria al ’95 Tutti i misteri sull’incidente

Alonso, la memoria al ’95 Tutti i misteri sull’incidente
Cronaca 06 Marzo 2015 ore 19:50

«Allora qualcosa non torna», le parole di Ron Dennis, amministratore delegato della McLaren, rendono bene l’idea della mancanza di chiarezza che serpeggia in Formula 1 attorno all’incidente subito da Fernando Alonso. Il 22 febbraio sul circuito spagnolo del Montmelò, a Barcellona, è in corso la quarta ed ultima sessione di test mattutini per il collaudo delle vetture di F1 in vista dell’avvio della stagione, fissato per domenica 15 marzo in Australia. Alla curva 4, la monoposto McLaren-Honda guidata da Alonso impatta, neanche troppo violentemente con la fiancata di destra contro il muretto perdendo l’alettone anteriore, ma senza subire danni alle sospensioni. Prosegue per 150 metri, urta nuovamente, e si ferma. Quello che succede dopo le 12.36 di una domenica di fine febbraio 2015 sono congetture, ipotesi, accuse e opinioni varie.

La “strana” dinamica. Dopo lo schianto Alonso non è uscito da solo dall’abitacolo ed è stato trasportato dai medici in ospedale per ulteriori accertamenti, dopo essere stato sedato per lo shock. Ma accertamenti su cosa? Detto che il pilota non è in pericolo di vita, tutto ruota attorno alla dinamica dell’incidente, sul quale la FIA ha aperto un’inchiesta analizzando le immagini a circuito chiuso della pista. La versione ufficiale, rilasciata subito dopo l’impatto dalla casa automobilistica inglese, parla di scontro dovuto al vento ed al contatto con l’erba sintetica, un comunicato successivo ha aggiunto che, a causa dello schianto, il pilota ha subito una forte commozione cerebrale che lo obbligava a qualche giorno di ospedale.

 

 

Il punto di vista di Vettel. Assieme ad Alonso transitava nello stesso punto di pista anche Sebastian Vettel su Ferrari che ha definito alquanto strano l’incidente dello spagnolo, sottolineando la bassa velocità con la quale procedeva la vettura (circa 150 km/h). Dal punto di vista prospettico del ferrarista, il vento e l’erba centrerebbero poco con la dinamica dell’incidente perché la McLaren parrebbe proprio allargare la traiettoria “di sua sana iniziativa”, come se procedesse in balia di sé stessa. Ora anche le immagini ottenute grazie alla telecamera presente sulla Ferrari saranno visionate dalla FIA, ma nel frattempo impazzano le teorie più strane.

Le indiscrezioni dei media. I rumors sul comportamento avuto da Alonso nei confronti dei soccorritori aumentano di giorno in giorno. El Pais, importante quotidiano spagnolo, ha scritto che il pilota per 7 giorni è rimasto con la memoria al 1995, dicendo ai primi soccorsi: «Mi chiamo Fernando Alonso, corro sui kart e il mio sogno è arrivare in Formula 1», senza ricordare nulla sui mondiali vinti in Renault o sulle stagioni in Ferrari. Altre indiscrezioni, del giornale tedesco Bild, rivelerebbero come Alonso abbia risposto in italiano ai soccorritori della McLaren, convinto di essere ancora con la scuderia di Maranello, mentre da altre fonti pare abbia risposto di avere 14 anni.

Ipotesi TIA. Ron Dennis non si fida dell’ipotesi del trauma cranico e teme fortemente che «Fernando non fosse cosciente prima dell’incidente»; in questo caso potrebbe trattarsi di un TIA (attacco ischemico transitorio) che porta ad un deficit neurologico non superiore alle 24 ore. L’ex-pilota di F1 Fabrizio Barbazza avanza invece l’ipotesi di una scossa elettrica (600 volt) causata dal sistema ibrido della monoposto che avrebbe portato l’asturiano a perdere i sensi, portando al successivo schianto. Inoltre le settimane precedenti di duro allenamento in altura, aggiunte al forte impatto, potrebbero aver causato la perdita di memoria retrograda.

 

 

Le decisione della McLaren.  La perdita di memoria, lo stato confusionale, il trauma cranico e la commozione cerebrale sono termini che girano negli ultimi giorni nei paddock di F1 ancora privi di un appiglio concreto, visto che la famiglia ha chiesto di non divulgare la cartella clinica del pilota. Il dato di fatto è che la McLaren ha comunicato che i due piloti al via per il GP d’Australia del 15 marzo saranno: Jenson Button e Kevin Magnussen, collaudatore e pilota di riserva. I medici, nonostante Alonso si senta bene ed in forma (così appare scritto), hanno consigliato di stare a riposo per «limitare per quanto possibile fattori di rischio». Una comunicazione che non chiarisce una situazione che si fa sempre più misteriosa ed intricata.