e vai col crowdfunding

Amanda, una volpe in economia E ora raccoglie soldi per sposarsi

Amanda, una volpe in economia E ora raccoglie soldi per sposarsi
24 Luglio 2019 ore 11:10

È decisamente una ragazza spavalda Amanda Knox. La ragazza che era stata coinvolta nel cruento omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese in Italia nell’ambito del progetto Erasmus, e poi ne era uscita assolta dopo aver fatto quattro anni di carcere, ha lanciato una campagna di crowdfunding perché vuole sposarsi con il suo fidanzato Christopher Robinson. «Vogliamo fare la festa più bella del mondo», hanno scritto i due fidanzatini, che hanno fissato l’obiettivo della raccolta fondi: diecimila dollari (la festa sarà naturalmente in America). Hanno aperto una pagina web e hanno reso tutti felici garantendo che i donatori avranno in regalo un libro di poesie d’amore scritto a quattro mani (titolo: “The Cardio Tesseract”). Spiegano l’improvvisa necessità con il fatto che hanno dovuto sobbarcarsi le spese di un viaggio in Italia, dove Amanda è tornata per partecipare a un incontro nell’ambito del Festival della Giustizia penale che si è tenuto a Modena a metà giugno. In realtà, i promotori del festival hanno chiarito che le spese di viaggio sono state a carico dell’organizzazione, ma questo Amanda non lo dice e in America probabilmente non lo sanno. Ovviamente le spese pagate sono quelle per lei che era relatrice, non quelle per il fidanzato e la mamma che l’hanno accompagnata e che poi con lei si sono concessi qualche giorno di vacanza a Nizza.

 

 

L’ex imputata, dal giorno in cui è stata assolta, si è data molto da fare per monetizzare la sua brutta esperienza. E non si è fatta sfuggire nessuna occasione. Consigliata dai suoi legali si era rivolta alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo chiedendo un risarcimento perché erano stati violati i diritti all’assistenza legale in occasione del primo interrogatorio dopo il delitto, ai quali aveva aggiunto una richiesta di due milioni di euro per le spese sostenute dai suoi genitori per i processi in Italia. La Corte a gennaio le ha dato ragione, ma Amanda si è dovuta accontentare di 10.400 euro. A giugno la sentenza è diventata definitiva e la Corte ha deciso di chiedere allo Stato di risarcire l’ex imputata per i danni morali subiti attraverso il versamento dei 10.400 euro stabiliti (a fronte dei cinquecentomila richiesti inizialmente dalla parte in causa…).

 

 

Che Amanda sia un’ottima imprenditrice di se stessa lo si è capito quando ha firmato il contratto per la sua autobiografia Waiting to be heard (“In attesa di essere ascoltata”): con il libro aveva incassato 2,3 milioni di dollari. Amanda ha anche dato il proprio nome per due film che hanno ricostruito il delitto di Perugia. Il primo è andato in onda sul canale televisivo americano Lifetime, ed è stato girato tra Tivoli e Roma dopo che Perugia aveva posto il divieto. Un altro docu-film è invece stato presentato al Toronto international Festival Film nel 2016. Titolo, ovviamente, tutto su di lei: Amanda Knox. Come si scopre sul sito indicato per la raccolta fondi del matrimonio Amanda si è fatta vedere anche al Sundance festival 2018 presentando The Truth about True Crime, dove lei esplora storie di vittime della giustizia poi risultate innocenti. Insomma, Amanda si dà da fare…

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