C'è anche un lato positivo

Amanti di “50 sfumature di grigio” occhio alla sindrome di Mr. Grey

Amanti di “50 sfumature di grigio” occhio alla sindrome di Mr. Grey
24 Febbraio 2015 ore 11:16

È nelle sale solo da alcuni giorni ed è stato boom di incassi: due milioni di euro solo nei cinema italiani all’attesa prima. Il film 50 sfumature di grigio promette di emulare lo stesso successo riscosso nel 2011 dal libro a temi altamente hot di E. L. James, pseudonimo di Erika Leonard. Ma attorno alla eros-pellicola è già polemica fra la scrittrice e la regista Sam Taylor-Wood: troppo poco sesso e meno hard, in rapporto al libro, condensato in 20 minuti totali sui 100 di durata dell’intero film. Ma attenti: tutta questa passione carnale avrebbe conseguenze psicologiche, anche importanti, fra coloro che non seguono la storia dei due protagonisti con il giusto filtro.

Non è così hard (?). Dipende dai punti di vista: certamente la storia d’amore (sesso? Quale la distinzione tra le due cose?) tra la laureanda Anastasia Steele e l’uomo d’affari Christian Grey è troppo soft per l’autrice del romanzo (con i suoi 100 milioni di copie vendute). Mentre la pellicola è troppo spinta per la regista che sulle scene di letto tra i due protagonisti avrebbe messo dei paletti ben chiari. Non apprezzati da chi ha scritto il romanzo e forse anche dal pubblico, che si aspettava decisamente di più.

 

 

Comunque sia, tutta questa passione erotica, vista sul grande schermo senza troppi veli, avrebbe qualche effetto collaterale. Soprattutto, dicono gli specialisti, fra il pubblico femminile in cui si alimenterebbero tensione e stress. Una reazione, ben inteso, che non coinvolgerà tutte le donne che lo andranno a vedere ma che forse smuoverà qualche cosa nell’inconscio delle più deboli o vulnerabili o ancora delle sognatrici di un sesso ‘facciamolo strano’.

Attenti alla sindrome di Mr. Grey! Dietro l’angolo, infatti, potrebbe nascondersi la ‘Sindrome di Mr Grey’, dal nome dell’affascinante protagonista maschile del film. Ma oltre alla bellezza di questo moderno cupido, lui incarnerebbe soprattutto l’uomo capace di cogliere e esaltare aspetti che le donne ricercano costantemente nella loro quotidianità, come la capacità di rendere speciale ogni piccolo gesto nella costante attenzione al corpo femminile, e che non ritrovano nella routine della loro vita di coppia. Insomma, con la visione del film le donne, sentendosi come Anastasia al centro della mente dell’uomo, scoprirebbero sensazioni e sensualità che non sapevano di possedere, vivendo costantemente la tensione dell’attesa e della suspense di qualche cosa di nuovo scoprire.

 

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Un’esaltazione cinematografica che però avrebbe anche un rovescio della medaglia, quello di far scaturire un forte senso di inadeguatezza. Colpa di un limbo che non farebbe sentire le donne all’altezza della situazione, anche erotica e sessuale, lasciandole divise fra la scarsa conoscenza del proprio corpo e la voglia di sentieri inesplorati. Un limbo, però, che sembra chiarirsi nel corso della visione del film, durante la quale le donne proverebbero una strana piacevolezza nell’ambivalenza del rapporto di dominanza e sottomissione che unisce Anastasia a Mr. Grey, visto come il ‘padrone’. Questo rapporto-dipendenza ha poco di sano. Gli specialisti lo definiscono, infatti, una sorta di ‘prigione relazionale’ che riesce però a fare sentire perennemente le donne in una condizione di sottile eccitazione che stimola la naturale propensione a prendersi cura dell’uomo, a servirlo, a pensare a lui, a cosa gli dà piacere, ai gesti del quotidiano che lo gratificheranno.

Il lato positivo però c’è. 50 sfumature di grigio insegnerebbe, al di là dell’eros, a non dare nulla per scontato e ad assaporare il piacere che si nasconde nel vivere ogni singolo attimo della vita con gusto e consapevolezza. E soprattutto permetterebbe alle donne di conoscere il proprio corpo e le proprie emozioni, senza rimanere legate ad alcuni tabù. In buona sostanza, il film, osservato nell’ottica giusta, potrebbe anche aiutare molti a lasciare fluire le proprie emozioni, non per forza imitando la vita e le gesta esagerate di Mr. Grey e della sua compagna, ma piuttosto favorendo il desiderio di rimettersi in gioco e di risperimentare qualcosa che si era dimenticato. Consapevoli che la quotidianità risucchia, ma che lo spazio mentale per certe attenzioni e l’intensità della passione non andrebbero mai persi e sempre preservati.

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