Un 32enne di origine tunisina è stato arrestato dalle Volanti della Polizia di Stato di Bergamo con l’accusa di atti persecutori nei confronti della moglie, cittadina italiana e già coinvolta in un procedimento per Codice Rosso, che minacciava di morte. Negli stessi giorni, gli agenti hanno effettuato anche un secondo arresto: una donna di 45 anni, che ha colpito con un pugno un’operatrice sanitaria.
Minacciava la moglie di morte, poi ha messo a soqquadro casa
Il primo intervento risale alla scorsa domenica, l’11 ottobre. Un 32enne tunisino, irregolare sul territorio nazionale, è stato arrestato per atti persecutori nei confronti della moglie, che era già parte di un percorso di tutela. Nel pomeriggio di domenica, l’uomo avrebbe minacciato la donna di morte tramite messaggio, poi è andato in casa e ha messo tutto a soqquadro.
Sul posto sono intervenute le Volanti della Polizia di Stato, che hanno rintracciato il 32enne – che nel frattempo se n’era andato – poco distante: lo hanno così arrestato ed è stato successivamente trasferito in carcere. Misura poi convalidata: l’uomo è rimasto in carcere, su disposizione del giudice.
Pochi giorni dopo, nel pomeriggio di mercoledì, un secondo arresto: questa volta nei confronti di una cittadina rumena di 45 anni, con diversi precedenti di polizia e già destinataria di un provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale. Gli agenti sono intervenuti su richiesta del personale sanitario, che era impegnato a soccorrere la donna, in evidente stato di alterazione psicofisica.
La 45enne, infatti, si sarebbe opposta alle operazioni di soccorso nei suoi confronti e avrebbe colpito con un pugno una delle operatrici sanitarie. La pattuglia intervenuta sul posto l’ha fermata e quindi arrestata: condotta davanti al giudice per il rito direttissimo, è stata trasportata in carcere.