Di nuovo alla sbarra

Assolto dall’accusa di tentato omicidio a Cividate, caporal maggiore ora a processo per spaccio e un fucile rubato

Il 44enne visto dai carabinieri mentre trasferiva da un'auto a un'altra l'arma. Avrebbe inoltre ceduto cocaina a una donna

Assolto dall’accusa di tentato omicidio a Cividate, caporal maggiore ora a processo per spaccio e un fucile rubato

Il caporal maggiore 44enne di Urago d’Oglio, finito un paio d’anni fa al centro delle cronache per l’accusa di tentato omicidio di un marocchino a Cividate al Piano, si ritrova adesso in Tribunale.

La precedente assoluzione

Dal primo capo d’imputazione, quello di aver tentato di uccidere il 27enne maghrebino, per il quale era finito anche in custodia cautelare in carcere, era stato assolto il 25 settembre dell’anno scorso. Adesso, come riportato dal Corriere Bergamo, è in ballo invece per spaccio di droga e detenzione di fucile rubato. Con lui, alla sbarra c’è anche un collega militare della caserma di Bellinzago Novarese, accusato di favoreggiamento.

L’imputato era attenzionato dai carabinieri perché, tra febbraio e marzo del 2024, c’erano state faide tra spacciatori nella zona compresa tra Calcio e Cividate al Piano. Il marocchino era stato preso di mira con dodici colpi di pistola, sparati da una 7.65 il 27 marzo di quell’anno, ma alla fine l’uomo di Urago d’Oglio ne era uscito pulito, con la vecchia formula dell’insufficienza di prove.

Il fucile rubato

Rimangono però ora le questioni del fucile e della cocaina: il primo aprile il militare, a bordo di un’Audi A4 prestatagli dal collega 42enne, era stato visto dai carabinieri, che lo stavano tenendo d’occhio, spostare l’arma a canna lunga, calibro 12 semiautomatica, su un’altra vettura, una Toyota Chr. Era sera e, in seguito, gli uomini dell’Arma la sequestrarono insieme al caricatore: risultò che il suo furto era stato denunciato nel 2020 dal suo legittimo proprietario a Reggio Emilia.

Il collega militare, interrogato dagli inquirenti, aveva sostenuto che quella sera alle 19.15 il caporal maggiore non poteva avere la sua macchina, perché la stava usando lui. Tuttavia, dei filmati proverebbero che l’altro la guidava già dal pomeriggio.

L’accusa di spaccio

Per quanto riguarda gli stupefacenti, il 44enne è accusato di averli forniti a una donna, poi identificata, che si faceva portare due dosi di cocaina al giorno, per 80 euro a dose. L’uomo ha respinto tramite i suoi legali tutte le accuse, con gli avvocati che affermano come sul fucile non sia stata rilevata alcuna impronta.

In questa prima udienza, è stato affidato al perito l’incarico di trascrivere le intercettazioni. Entrambi gli imputati erano assenti in Aula e il caporal maggiore, dopo la sua permanenza in carcere, non è ancora rientrato in servizio.