Cronaca
ripartenza cercasi

Azzano, parlano gli albergatori: «Va tutto malissimo. Non si lavora, ma si paga»

I titolari di tre strutture raccontano una situazione difficilissima. Pochissimi clienti, in assenza di voli (al momento) e con «Bergamo che ha perso appeal». Maffeis: «A mezzogiorno da 40 coperti a quattro»

Azzano, parlano gli albergatori: «Va tutto malissimo. Non si lavora, ma si paga»
Cronaca Stezzano e Azzano, 04 Luglio 2020 ore 16:52

di Laura Ceresoli

«Va tutto malissimo, è una disperazione. Non c’è in giro nessuno». Esordisce così Filippo Maffeis, titolare dello storico hotel ristorante La Cascata di via Cremasca. Da quando la struttura ha riaperto un mese e mezzo fa, dopo il lockdown, la situazione non è più tornata alla normalità. I turisti scarseggiano, così come gli uomini d’affari, e trapela forte preoccupazione per il futuro delle strutture ricettive. «Chiudere significava aspettare il fallimento, quindi abbiamo preferito vedere le nostre porte aperte, ma è solo una perdita. A mezzogiorno l’anno scorso arrivavano una quarantina di persone per il pranzo di lavoro, ora non facciamo più di quattro coperti. Male anche l’albergo: solo una decina di prenotazioni da un mese e mezzo a questa parte. La gente non ha soldi in tasca, purtroppo, e anche di uomini d’affari ne girano pochi. Molte aziende sono ferme o lavorano con il 20 per cento del personale. Poi si sa, Bergamo ha perso appeal da quando è diventata la città simbolo della pandemia».

La cascata è nata sessant'anni fa come bar ristorante e 25 anni fa gli spazi della struttura sono stati ampliati per accogliere anche camere confortevoli. Al momento il personale è composto da cinque persone, i tre titolari e due dipendenti. «Abbiamo deciso di lasciare a casa temporaneamente le donne delle pulizie finché non c’è giro di clienti - prosegue Maffeis -. Magari con il ripristino dei voli all'aeroporto di Orio, qualcosa si smuoverà, ma non penso che la situazione torni come prima. Speravamo in qualche aiuto da parte dello Stato ma ad oggi non è arrivato niente. Insomma, stiamo assistendo a una perdita economica costante. È dura».

Periodo difficile anche per Barbara Tinti e il marito Enrico Maccherone, titolari di «Orio easy airport affittacamere», un piccolo bed and breakfast situato in via degli Alpini. Gli ultimi mesi sono stati duri. Già all'inizio della primavera, quando la struttura era ancora aperta, si sono visti annullare le prenotazioni una dopo l’altra per paura dei contagi. Una situazione che è gradualmente peggiorata con la chiusura dello scalo di Orio al Serio. Soltanto il 24 giugno Barbara e Giovanni hanno potuto dare il benvenuto al loro primo cliente dopo il lockdown...

L’articolo completo a pagina 46 del PrimaBergamo in edicola fino al 9 luglio, oppure sull'edizione digitale QUI.