Un'altra Ferguson

Lo stato d’emergenza a Baltimora

Lo stato d’emergenza a Baltimora
28 Aprile 2015 ore 15:24

Baltimora è in fiamme. La più grande città del Maryland si sta trasformando in una nuova Ferguson. La Guardia Nazionale è mobilitata, una quindicina di poliziotti è in ospedale, le scuole sono chiuse, e in città c’è il coprifuoco dalle 22 alle 5, con la sola eccezione degli spostamenti per motivi di lavoro e per emergenze sanitarie. Una misura che durerà una settimana, indetta dopo la giornata di ieri fatta di scontri, incendi e saccheggi, seguiti ai funerali di Freddie Gray, l’afroamericano morto per lesioni spinali riportate dopo essere stato arrestato dalla polizia, nel quartiere di Mondawmin. Per la sua morte, avvenuta una settimana dopo l’arresto, sei agenti di polizia sono stati sospesi.

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Stato di emergenza. Larry Hogan, Governatore del Maryland, ha richiesto l’arrivo in città di 500 uomini da tutto il Maryland e 5mila agenti e funzionari delle forze dell’ordine provenienti da altri Stati. Sono pronti a intervenire anche 500mila unità della Guardia Nazionale. «È una decisione che non ho preso alla leggera», ha detto il Governatore. «La Guardia Nazionale rappresenta l’estrema ratio per ripristinare l’ordine. Le persone hanno tutto il diritto di protestare ed esprimere la propria frustrazione ma le famiglie, le comunità della città di Baltimora meritano pace e sicurezza».

 

 

La rabbia degli afroamericani. La rabbia della comunità afroamericana è cominciata a montare a metà aprile, quando Freddie Gray era stato arrestato. Il 19 aprile l’uomo è morto, e sono cominciate le manifestazioni contro il trattamento riservato dalla polizia ai neri. Fino a lunedì scorso, giorno dei funerali, erano state pacifiche. Alla cerimonia, in sé ordinata, hanno preso parte diversi leader del movimento per i diritti civili, denunciando il pregiudizio razziale che ancora esiste nei confronti degli afro americani. Una situazione ben diversa si è registrata per strada, dove era stata indetta una “purge”, una protesta anarachica presto diventata guerriglia urbana. La rivolta è scoppiata quando giovanissimi afroamericani sono scesi in strada dopo la chiusura delle scuole, scagliando pietre contro la polizia in tenuta anti-sommossa e contro le auto in servizio. Secondo quanto riportano i media locali, i ragazzi hanno risposto a un appello alla rivolta diffuso attraverso i social. Sempre via Twitter hanno risposto i poliziotti, invitando i genitori dei ragazzi ad intervenire per riportarli a casa: «Chiediamo ai genitori di riportare i figli a casa, non vogliamo che nessuno si faccia del male».

Scene di guerriglia urbana. Auto civili e mezzi della polizia sono stati dati alle fiamme, fuoco appiccato ai negozi, vetrine spaccate, un enorme incendio ha devastato un edificio in costruzione, più di un centro commerciale preso d’assalto e saccheggiato. Bersaglio dei più violenti, che secondo il capo della polizia appartengono a gang locali, sono stati proprio gli agenti, verso i quali sono state lanciate pietre e bottiglie. 27 persone sono state arrestate.

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La condanna della famiglia di Gray. Una violenza che è stata condannata anche dalla famiglia di Freddie Gray, che ha convocato una conferenza stampa per chiederne la fine. La sorella gemella, Fredericka, ha lanciato un appello alla calma e ha ricordato che «Freddy non era una persona violenta».

Il neoministro della Giustizia, un’afroamericana. Il lunedì di Baltimora è coinciso con il giorno in cui Loretta Lynch è diventata ministro della Giustizia degli Stati Uniti, dopo aver prestato giuramento durante una cerimonia presieduta dal vice presidente Usa Joe Biden. La signora Lynch, politico di lungo corso, è la prima donna afroamericana a ricoprire questo ruolo e nel suo primo discorso ha dichiarato che una delle sue priorità sarà quella di migliorare i rapporti tra la polizia e le comunità locali.

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