L'aggiornamento della Regione

Bar, ristoranti, impianti sciistici e musei aperti, ma con ingressi contingentati

Bar, ristoranti, impianti sciistici e musei aperti, ma con ingressi contingentati
01 Marzo 2020 ore 19:28

Nel corso della consueta conferenza stampa indetta a Palazzo Lombardia dalla Regione per fare il punto sulla situazione epidemiologica legata ai casi di contagio da Coronavirus, il vicepresidente regionale Fabrizio Sala ha fornito alcune anticipazioni in merito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri riguardante le nuove disposizioni per limitare il più possibile il diffondersi del virus.

Alcune misure contenute nel provvedimento riguardano nello specifico la Lombardia e le provincie di Bergamo, Lodi, Piacenza, Cremona e saranno valide per tutta la prossima settimana (fino a domenica 8 marzo). In serata è arrivata anche la firma del decreto. Nel dettaglio:

  1. E’ confermata la sospensione delle lezioni di ogni scuola di qualsiasi ordine e grado. Potranno essere aperti i plessi scolastici per essere sanificati. Gli istituti che ne hanno le possibilità e i mezzi potranno svolgere le lezioni scolastiche in via telematica.
  2. Cinema, teatri e discoteche rimarranno chiusi. I musei, invece, dovranno limitare il numero degli accessi. Inoltre dovrà essere garantita ai visitatori la possibilità di restare almeno ad un metro di distanza l’uno dall’altro, rispettando il cosiddetto “droplet” per evitare assembramenti di persone.
  3. Sono sospesi tutti i concorsi, ad eccezione di quelli relativi alla sanità.
  4. Bar, pub e ristoranti rimangono aperti ma con limitazioni dei posti a sedere. Anche in questo caso deve essere garantita ai clienti la distanza minima di un metro l’uno dall’altro.
  5. E’ prevista la chiusura nelle giornate di sabato e domenica della media e grande distribuzione e degli esercizi commerciali presenti all’interno di centri commerciali e mercati, ad esclusione delle farmacie, parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari. Rispetto al decreto regionale emesso la scorsa settimana, viene inserita all’interno delle misure precauzionali restrittive anche la categoria della media e grande distribuzione.
  6. Rimangono chiuse palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri termali, centri benessere, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi.
  7. Rimangono sospese le funzioni religiose, ma le chiese saranno aperte ai fedeli. Anche in questo caso dovrà essere rispettato il cosiddetto “droplet”.
  8. I comprensori sciistici rimarranno aperti, ma il gestore dovrà limitare l’accesso a funicolari, funivie e cabinovie ad un massimo di un terzo delle persone previste dalla capienza totale.
  9. Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano “a porte chiuse”. Restano consentite le sessioni di allenamento, sempre “a porte chiuse”; si stabilisce inoltre il divieto di trasferta organizzata dei tifosi residenti nelle stesse regioni e nelle province di Pesaro e Urbino e di Savona, per assistere a eventi e competizioni sportive che si svolgano nelle restanti regioni e province.
  10. Sono previste la limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere, oltre alla rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti.

«Crediamo che questa impostazione sia la giusta via di mezzo per rallentare il numero di contagi, tutelare la salute pubblica e al contempo garantire una qualità di vita apprezzabile ai cittadini», ha specificato il vicepresidente Sala.

«Chiediamo a tutte le persone con più di 65 anni di ridurre il più possibile le occasioni di contatto con altre persone e di socializzazione – ha sottolineato l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera -. Sono la categoria più a rischio, è meglio che restino il più possibile in casa e attiveremo tutte le iniziative necessarie in tal senso. Questo potrebbe essere risolutivo per il contenimento della diffusione del virus».

Nel corso della conferenza stampa è stato anche aggiornato il bilancio relativo ai contagi da Covid-19 in Lombardia. Ad oggi (domenica 1 marzo) si registrano 984 casi positivi (209 nella Bergamasca), di cui 406 ricoverati non in terapia intensiva e 106 in terapia intensiva. Sono 375 le persone positive ma asintomatiche, mentre 73 soggetti sono stati dimessi dagli ospedali (anche se non sono ancora negativi). Complessivamente sono 31 le vittime. «Come ci ha confermato il rettore dell’Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini verranno garantite e anticipate le lauree online per avere disponibilità già dal 10 marzo di nuovi infermieri – ha proseguito Gallera -. Inoltre, stanzieremo 40 milioni per le aziende, destinati all’acquisto di materiale sanitario. 10 milioni serviranno invece per l’assunzione del personale sanitario».

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