Un gruppo da 40 filiali su 4 province

Bcc Caravaggio con Bcc Cremasco Tutto quello che prevede la fusione

Bcc Caravaggio con Bcc Cremasco Tutto quello che prevede la fusione
04 Dicembre 2015 ore 11:15

Si chiamerà Credito Cooperativo di Caravaggio Adda e Cremasco – Cassa Rurale – Società Cooperativa. È la nuova banca che nascerà dalla fusione tra le già esistenti Bcc di Caravaggio e dell’Adda e Cremasco. Un sodalizio annunciato già da qualche settimana, e che ogni giorno che passa sta prendendo sempre più forma, con un processo che si chiuderà definitivamente nel secondo semestre del 2016. Una fusione ventilata da tempo, ma che ha subito una forte accelerata dalle notizie che da febbraio 2015 si stanno succedendo in merito al progetto di riforma del credito cooperativo. «Da quel poco che è dato sapere» spiega il presidente della Bcc di Caravaggio Carlo Mangoni, «entreremo in un gruppo bancario con determinate regole, che saranno più permissive per chi ha i conti in ordine. Ma da parte nostra è ferma la volontà di essere banca del territorio e che nessuno ci vieti di essere sostegno alla sviluppo sociale dell’economia del territorio».

 

bcc caravaggio

 

I numeri. Il Credito Cooperativo di Caravaggio Adda e Cremasco – Cassa Rurale – Società Cooperativa sarà una banca che, sommando i dati ad oggi dei due istituti di credito, avrà 234 dipendenti, 10.139 soci, 40 filiali presenti in 4 province (Bergamo, Cremona, Milano e Lodi), 37.393 clienti, 130 milioni di riserve di capitale, 930 milioni di impieghi e una raccolta diretta da 1060 milioni di euro. La sede sarà a Caravaggio e sono previste valorizzazioni importanti per le altre precedenti sedi, a partire da quella di Rivolta d’Adda. La fusione è stata definita da entrambi i Presidenti «strategica», perché darà concretezza a un progetto rivolto al futuro che affronta in modo pro-attivo i mutamenti in corso nel mercato di riferimento. Al tempo stesso la nuova realtà del panorama del credito cooperativo valorizza e integra le peculiarità delle due Bcc, realizzando più ampie economie di scala, oltre a promuovere un significativo rafforzamento sul territorio.

Sempre più banca del territorio. I consigli di Amministrazione delle due banche sono convinti che la nuova Bcc, forte delle esperienze già acquisite nel tempo, potrà essere sempre più riconosciuta come Banca delle comunità locali. «Di fronte alla concorrenza dei grossi istituto di Credito, che si sono posti in stretta competizione con il settore classico della nostra attività, e forti del fatto che già in passato, anche recente, le nostre due banche hanno portato avanti progetti comuni – spiega Mangoni – «abbiamo sviluppato una riflessione che ci ha portato a condividere con la Bcc dell’Adda e Cremasco il progetto di una fusione, che ci permettesse di continuare nel tempo a perpetrare la presenza del credito cooperativo nei nostri territori». Gli fa eco Giorgio Merigo, oggi presidente della Bcc dell’Adda e Cremasco: «Oltre alle basi valoriali che condividiamo, le sinergie con Caravaggio esistono da tempo. Inoltre la nostra Bcc è già la risultante di più fusioni. Il nostro è un percorso, un cammino positivo di aggregazione che abbiamo sperimentato per andare incontro ai tempi nuovi che si stanno facendo avanti. Dobbiamo rafforzarci per rispondere al mercato e alle nuove esigenze normative, per guardare al futuro. I valori non cambiano, ma coi tempi nuovi cambiano i modi di coniugare questi valori comuni. Attraverso i rapporti di reciproca stima e amicizia sono nate le premesse per sviluppare questo progetto».

 

Casa del socio a Caravaggio

 

Fusione paritaria. Oltre che strategica, la fusione è basata su una impostazione del tutto paritaria, senza alcun esubero di personale, ed è rivolta alla «ricerca di modelli e organizzazioni nuove», spiega Mangoni, al fine di promuovere la missione che è richiamata nell’articolo 2 dello statuto sociale della nostra banca. Uno statuto che recita: «Nell’esercizio della sua attività, la Società si ispira ai principi dell’insegnamento sociale cristiano e ai principi cooperativi della mutualità senza fini di speculazione privata. La Società ha lo scopo di favorire i soci e gli appartenenti alle comunità locali nelle operazioni e nei servizi di banca, perseguendo il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche degli stessi e promuovendo lo sviluppo della cooperazione, l’educazione al risparmio e alla previdenza, nonché la coesione sociale e la crescita responsabile e sostenibile del territorio nel quale opera. La Società si distingue per il proprio orientamento sociale e per la scelta di costruire il bene comune. È altresì impegnata ad agire in coerenza con la Carta dei Valori del Credito Cooperativo e a rendere effettivi forme adeguate di democrazia economico-finanziaria e lo scambio mutualistico tra i soci nonché la partecipazione degli stessi alla vita sociale».

Grande cooperativa. Proprio l’ispirazione ai principi dell’insegnamento sociale cristiano richiama alla mente le parole di Papa Francesco alla recente udienza con i dipendenti della Bcc di Roma. Il pontefice, sottolineando l’importanza della sfida di «globalizzare la solidarietà» e di «umanizzare l’economia», ha esortato a «essere un motore che sviluppa la parte più debole delle comunità locali e della società civile, pensando soprattutto ai giovani senza lavoro e puntando alla nascita di nuove imprese cooperative». Niente di più vicino al territorio, e niente di più simile a una grande cooperativa che tuteli il fine del proprio statuto.

I soci. Entrambe le banche considerano i propri soci un elemento fondamentale e primo patrimonio di una grande banca di credito cooperativo: ciò rappresenterà in una logica di continuità e di consolidamento, un valore anche per il nuovo istituto. Verranno quindi promosse attività e iniziative destinate a integrare le due compagini già esistenti, e a rafforzare il senso di appartenenza, mediante la vicinanza e il sostegno alle associazioni, convegni e incontri con finalità culturali e ricreative, viaggi, gite, con un utilizzo sempre più proficuo della Casa del Socio, che ha sede a Caravaggio.

 

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bcc

 

Valorizzazione delle risorse. La nuova Bcc punterà moltissimo sulla valorizzazione delle risorse. «La fusione», afferma Merigo «ci consente di razionalizzare gli aspetti di back office e potremmo potenziare l’aspetto servizi. Si punterà molto sull’aspetto di supporto e consulenza alle piccole e medie imprese, per aiutarle in un momento difficile dove serve un contesto che sia di supporto in ambito finanziario. Tenendo presente l’attuale rete di sportelli c’è una maggiore capacità di penetrazione. Partiamo da una base buona e vogliamo fare una penetrazione verticale nel territorio». Un aspetto che verrà perseguito attraverso la predisposizione di aree territoriali, con la costituzione di comitati locali dei soci.

L’assetto. La caratteristica principale che sottintende alla nuova Bcc è il gioco di squadra, in un’ottica duale. Ci sarà un cda composto da 12 membri, designati pariteticamente dalle rispettive Assemblee delle due Bcc. Il consiglio di amministrazione della nuova società eleggerà per il primo triennio il Presidente scelto tra i membri provenienti dalla Banca di Credito Cooperativo dell’Adda e Cremasco e il vice presidente scelto tra i membri provenienti dalla BCC di Caravaggio. L’altro grande organismo, che assume grande importanza nello sviluppo societario, sarà il comitato esecutivo: sarà composto da quattro componenti, scelti tra gli amministratori delle due società oggi esistenti, due per ciascuna. Giusto per fare alcuni nomi, la presidenza del cda per il primo triennio, che corrisponde all’esercizio sociale, sarà in mano a Giorgio Merigo, oggi presidente della Bcc dell’Adda e Cremasco, mentre presidente del comitato esecutivo sarà Carlo Mangoni, che invece ora guida la Bcc di Caravaggio. Un gioco di squadra che si conferma anche a livello di direzione, oltre che di presidenza, perché direttore sarà Luigi Fusari, oggi a capo dell’istituto caravaggino, e il vice direttore sarà Daniele Migliazzi, direttore della Bcc dell’Adda e Cremasco.

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