Cronaca
Caccia in Europa alle "cellule dormienti"

I blitz antiterrorismo in Belgio

I blitz antiterrorismo in Belgio
Cronaca 16 Gennaio 2015 ore 13:12

Due presunti jihadisti uccisi e un terzo ferito. È il bilancio del blitz antiterrorismo in Belgio. Secodno le informazioni di intelligence, i tre stavano per compiere un attentato. È successo giovedì pomeriggio nella zona meridionale, al confine con la Germania. La città della sparatoria si chiama Verviers ed è poco distante da Liegi, ma le operazioni della polizia sono state compiute in diverse città del Paese. In tutto una decina di operazioni tra Verviers, Villvord e Bruxelles: numerose perquisizioni nei pressi dell’aeroporto di Zaventem, a pochi chilometri dalla capitale, che è stato fatto chiudere per il tempo necessario ai blitz. Un uomo è stato arrestato, nei pressi di una stazione della metropolitana di Bruxelles per aver minacciato alcune ragazze con un’arma urlando “Allah u akbar”, mentre ad Anderlecht, a sud della capitale, è stato trovato dell'esplosivo all'interno di un palazzo. Tredici persone sono state arrestate e per due di loro è stata chiesta l’estradizione. Alcune persone sono fuggite e per questo ancora ricercate.

Le operazioni si sono concluse solo in tarda serata, con la conferenza stampa della polizia seguita dalle dichiarazioni arrivate nella mattinata di venerdì dal ministro degli Esteri, che ha confermato la fine del blitz. Nel Paese è stata innalzata al livello 3 su 4 l’allerta antiterrorismo, sebbene il primo ministro Charles Michel abbia dichiarato che non ci sia la minaccia di imminenti nuovi attacchi e che l’innalzamento dell’allerta è una misura preventiva. È stata rafforzata la sicurezza, gli agenti di guardia ai commissariati sono stati armati di mitragliette, e a quelli della polizia locale di Anversa è stato permesso portare a casa l’arma di servizio. La popolazione è stata invitata a non andare ai posti di polizia se non in caso di stretta necessità. A essere nel mirino degli jihadisti arrestati e uccisi pare ci fossero proprio i commissariati di polizia: nelle varie perquisizioni sono state infatti rinvenute divise da poliziotto e questo fa pensare potessero essere usate per i travestimenti. Pare che l’attacco fosse imminente: questione di giorni o addirittura di ore.

La ricostruzione dei fatti. A Verviers i sospetti si erano nascosti in un’abitazione anonima, vicino a una panetteria, un ristorante etnico e un’autoscuola. Quando gli agenti hanno bussato alla porta sono stati investiti da una scarica di proiettili sparati da armi automatiche. La polizia ha risposto al fuoco. La polizia stava tenendo d’occhio tre sospetti da poco tornati dalla Siria, dove avrebbero partecipato a un campo di addestramento. Le loro telefonate erano intercettate e pare che i presunti jihadisti volessero organizzare attentati a Bruxelles, ispirandosi agli attacchi dei giorni scorsi a Parigi. Il sito Dernier Hoire dice che i sospetti stavano preparando il rapimento e la decapitazione di un importante personaggio, senza però rivelarne l’identità.

Legami con Parigi? Va aggiunto che Ahmedy Coulibaly, il terrorista legato all’Isis che ha compiuto la strage nel supermercato kosher di Parigi, in parallelo a quella dei fratelli Kouachi, si era rifornito di armi in Belgio, e i media belgi hanno parlato di legami fra lui e i jihadisti sorvegliati dalla polizia. Tuttavia la Procura federale sottolinea che le indagini sulla cellula belga erano iniziate prima degli attentati di Parigi e per quanto riguarda i legami con Coulibaly uno dei magistrati ha affermato: «Non posso confermare né smentire, sarà l'indagine a determinarlo». Ufficialmente la Procura riferisce che «Allo stato non ci sono collegamenti con gli attacchi di Parigi». I presunti jihadisti uccisi pare appartenessero a una cellula cecena.

Mentre si svolgevano le operazioni condotte in Belgio, altrettante ne sono state condotte in sette paesi Ue, e nello Yemen, dove è stato fermato un belga sospettato di far parte di una cellula di Al-Qaeda.

Belgio terra di nuovi miliziani jihadisti. Il Belgio è il paese europeo da cui sono partiti il maggior numero di persone per arruolarsi tra le fila dell’Isis: si stima siano almeno 325. E negli ultimi anni è diventato uno dei Paesi europei in cui l’attività islamista radicale è più forte, con un moltiplicarsi di fatti di violenza segnati da una matrice islamica. Si pensi alla strage nel museo ebraico di Bruxelles, dove 4 persone sono state uccise a maggio 2014 per mano del francese Mehdi Nemmouche. In Belgio più del 6% della popolazione è di religione musulmana e costituisce oltre la metà del milione di stranieri che lì vivono.

Il giorno dopo il blitz, la comunità ebraica ha deciso di chiudere le scuole per il timore che siano prese di mira anche in Belgio dopo i fatti che hanno sconvolto Parigi. Non va dimenticato che venerdì è la vigilia dello shabbat, il sabato ebraico, e solitamente le scuole seguono il calendario ebraico.