Che dicono i parlamentari

Belotti, (dis)avventure da onorevole Qui Montecitorio: l’è ü casòt

Belotti, (dis)avventure da onorevole Qui Montecitorio: l’è ü casòt
Cronaca 02 Giugno 2018 ore 05:00

Se andiamo avanti così, chi mi dà una mano a scrivere questa serie di cazzate in questa sempre più indecente rubrica? Ormai siamo, e stavolta mi ci metto anch’io, sull’orlo dell’esaurimento di massa nel simulacro della democrazia. O forse ex simulacro. Due settimane fa, Montecitorio aveva le sembianze di una Casa del Commiato piena di salme in procinto di essere impagliate ed esposte nel museo dei trombati. Settimana scorsa, la situazione era peggiorata, perché da sala di lassù, è diventata la sala di quaggiù, ma con la testa molto più di lassù, in aria totale. In pratica, come avevamo detto, il Palazzo del Parlamento era diventato una clinica psichiatrica con un’epidemia di esaurimenti nervosi.

Oggi, in un certo senso, siamo messi ancora peggio: questa enclave della casta si è ridotta a una ricevitoria del Lotto. Proprio così: con i cambiamenti che ci sono stati in questi giorni, sembra di essere al Dieci e Lotto. Avete presente il Lotto con le estrazioni ogni ora? Ecco, per il governo e per i ministri sembra proprio di assistere alle estrazioni orarie delle palline. Solo che invece dei numeri abbiamo i premier. Alle 10 viene estratto Conte, alle 15 Cottarelli, alle 17 Savona, alle 20 Di Maio. Pota, l’è ü casòt. I giocatori, ormai ludopatici totali, sono tutti lì davanti ai monitor in Transatlantico. Non staccano gli sguardi dai televisori in attesa della prossima estrazione! Chi sarà? E qui non c’è Francesco Totti, che fa lo spot per il Dieci e Lotto. Noi abbiamo Mattarella che più che un talentuoso regista in mezzo al campo, sembra uno stopper vecchia maniera: palla o gambe. E il siculo presidente ultimamente preferisce appunto le gambe che taglia alla perfezione ai possibili candidati premier o ministro.

Dicevamo delle crisi neuroniche degli onorevoli, ormai allo sbando dopo quasi novanta giorni di incertezze e cazzeggi. Sono tutti agitati, senza eccezione alcuna. E se lo sono quelli della Lega che viene data dai sondaggi addirittura al 25 per cento, rispetto al 17.8 di tre mesi fa, pensate in che stato sono ridotti i forzisti, dati prossimi al burrone, o il clan degli zombi di Martina, che nel burrone ci sono già finiti. Anche perché….

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 8 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 7 maggio. In versione digitale, qui.

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