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A Bergamo 10043 contagi, 112 casi in più di ieri. «Fluttuazioni causate dall’aumento dei tamponi»

A Bergamo 10043 contagi, 112 casi in più di ieri. «Fluttuazioni causate dall’aumento dei tamponi»
09 Aprile 2020 ore 17:05

Nell’analisi dei dati è necessario partire dal presupposto che ancora non abbiamo ottenuto alcun risultato e che è fondamentale continuare a restare in casa, nonostante i numeri appaiano rassicuranti. Il trend complessivo dei contagi anche oggi (giovedì 9 aprile) pare infatti confermare una riduzione nell’evoluzione della situazione epidemiologica, anche se con una fluttuazione dei numeri in aumento rispetto a ieri.

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Complessivamente nella Bergamasca sono 10043 positivi al Coronavirus, 112 casi in più di ieri (in aumento rispetto a ieri quando l’aumento era stato di 63 persone). Nella città di Bergamo sono 18 i nuovi contagiati nelle ultime 24 ore «Bisogna precisare però che siamo passati dall’analisi di circa 5 mila tamponi a oltre 9 mila sull’intero territorio regionale», spiega l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera nel corso della consueta conferenza stampa pomeridiana da Palazzo Lombardia.

In Lombardia sono invece 54802 le persone positive al virus (1388 in più rispetto a ieri, il giorno precedente l’incremento era stato di 1089 persone). I pazienti ricoverati sono 11796 (77 in più rispetto a ieri). A questi si devono aggiungere 1236 contagiati in terapia intensiva (21 in meno rispetto a ieri). Aumentano ancora le vittime che ha superato le 10mila unità, con 10022 decessi registrati, dei quali 300 tra ieri e oggi (in aumento rispetto al giorno precedente, quando ne erano stati registrati 238). «Fortunatamente si sta tornando gradualmente anche ad un’attività ordinaria nei pronto soccorso degli ospedali, dove i pazienti con altre patologie sono in aumento rispetto a quelli affetti da Coronavirus – prosegue Gallera -. Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria Regione Lombardia ha inserito nel sistema sanitario regionale 2434 tra medici, infermieri e personale sanitario. Tra le strutture di frontiera maggiormente sotto pressione, abbiamo indirizzato al Papa Giovanni XXIII 292 persone in supporto del personale ospedaliero».

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