..penso che il vizio, sì, IL VIZIO DEL GIOCO, sia da assimilare a quello della droga, dell'alcol e a quello di qualsiasi altro comportamento compulsivo della persona...lo Stato guadagna moltissimo sul malessere dei soggetti fragili e deve poi provvedere a curare gli effetti dello scempio da lui stesso creato nelle famiglie che si disgregano per sua stessa colpa...un vero nonsense...avete mai osservato i visi dei giocatori che escono da certi locali o anche solo in attesa nelle tabaccherie al tabellone illuminato? Parlano da soli...non è piacere del gioco, è soggezione psicologica esercitata sul debole e sul disperato.....