Brutto gesto

Birra lanciata dalla curva sud verso un calciatore del Napoli, Daspo per un tifoso atalantino

Decisive le telecamere: denunciato un 21enne. Stop allo stadio per un anno

Birra lanciata dalla curva sud verso un calciatore del Napoli, Daspo per un tifoso atalantino

Non è passato inosservato, né rimasto impunito, il gesto che ha macchiato il pomeriggio di sport alla New Balance Arena. Domenica 22 febbraio, mentre sugli spalti si respirava l’atmosfera delle grandi occasioni per la sfida tra Atalanta e Napoli, un episodio pericoloso ha richiesto l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

Nel corso del primo tempo, un tifoso atalantino in curva sud ha lanciato un bicchiere di plastica pieno di birra verso un calciatore della squadra ospite e alcuni membri dello staff tecnico che stavano transitando a bordo campo, proprio al di sotto del settore. Il contenitore non ha colpito nessuno, ma il gesto ha creato una situazione di concreto rischio per l’incolumità delle persone presenti, in un’area dove si trovavano anche numerosi bambini.

Il dispositivo di sicurezza predisposto dalla polizia, potenziato in occasione dell’incontro, ha consentito una reazione rapidissima. Gli agenti della Digos, insieme al personale della scientifica della questura, hanno avviato subito gli accertamenti, analizzando le immagini del sistema di videosorveglianza dell’impianto. Prima ancora del triplice fischio finale, il responsabile era stato identificato e rintracciato.

Si tratta di un giovane classe 2003, residente in provincia di Bergamo, denunciato per il reato di lancio di materiale pericoloso. Alla luce di quanto accertato, il questore ha disposto nei suoi confronti la misura di prevenzione del Daspo, ai sensi dell’articolo 6 bis, comma 1, della legge 401 del 1989. Il provvedimento, notificato dalla divisione anticrimine, gli vieta l’accesso agli impianti sportivi in occasione di manifestazioni agonistiche per la durata di un anno.

La violazione del Daspo comporta conseguenze penali severe: è prevista la reclusione da uno a tre anni e una multa compresa tra 10mila e 40mila euro.