a verdello

Blitz in una cascina per una festa abusiva, carabinieri aggrediti e coppia di fratelli arrestata

A finire in manette due uomini di 43 e 45 anni, entrambi pregiudicati, arrestati per violenza e minaccia a pubblico ufficiale oltre che per danneggiamento dell’auto di servizio.

Blitz in una cascina per una festa abusiva, carabinieri aggrediti e coppia di fratelli arrestata
Cronaca 06 Febbraio 2021 ore 13:24

Blitz dei carabinieri della sezione Radiomobile e della compagnia di Treviglio in una cascina a Verdello, nella zona di Cascina Ravarolo, dove nella notte tra venerdì 5 e sabato 6 febbraio era stata organizzata una festa abusiva con una ventina di persone. A finire in manette due fratelli di 43 e 45 anni, entrambi pregiudicati, arrestati per violenza e minaccia a pubblico ufficiale oltre che per danneggiamento dell’auto di servizio.

L’operazione è partita da una segnalazione al 112, da parte di una persona che lamentava la presenza di musica particolarmente alta e di schiamazzi provenienti dai campi della zona. I militari, dopo aver individuato la festa non autorizzata, prima di intervenire, hanno chiesto aiuto ad altri equipaggi.

Mentre era in attesa dei colleghi, la pattuglia è stata avvicinata da uno dei fratelli, proprietari della cascina, che ha minacciato i carabinieri e tentato di allontanarli. A dargli man forte, in un secondo momento, è arrivato anche il secondo fratello. Entrambi si sono scagliati contro i militari con bastoni, danneggiando l’autovettura.

Non senza difficoltà, i due sono stati fermati soltanto grazie all’intervento di un altro equipaggio. Al momento le forze dell’ordine sono al lavoro per identificare gli altri ospiti della festa, fuggiti nei campi. Alcuni, però, sono già stati rintracciati e sanzionati per aver violato le norme anti-Covid.

I militari che hanno riportato lievi ferite ed escoriazioni sono stati medicati al pronto soccorso del Policlinico San Marco di Osio Sotto. Le armi improprie utilizzate dai due aggressori, invece, sono state sequestrate. I due uomini, dopo le formalità di rito e su disposizione del sostituto procuratore della Procura di Bergamo, sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza del comando di Treviglio in attesa del processo.

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