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Altri 60 donne e 31 ragazzi rapiti

Chi sono i Boko Haram che seminano terrore in Nigeria

Chi sono i Boko Haram che seminano terrore in Nigeria
Cronaca 25 Giugno 2014 ore 10:00

Ancora violenza in Nigeria. Dopo il sequestro delle 300 studentesse delle scorse settimane, i Boko Haram hanno rapito, tra giovedì 19 giugno e domenica 22 giugno, 91 persone: 60 ragazze e 31 ragazzi nel Nord-Est. Secondo quanto riferito dai funzionari locali, ci sarebbero anche dei bambini. L’agenzia France Presse riporta che negli attacchi avrebbero perso la vita 30 persone. Un altro attentato è avvenuto mercoledì 25 giugno durante la partita del mondiale Nigeria- Argentina: un’esplosione potentissima ha devastato un centro commerciale nella capitale Abuja. Il luogo era affollatissimo di spettatori che guardavano il match. Pare che le vittime si aggirino introno alle trenta unità con circa 17 feriti ma si attendono dati più certi. Le vittime dei Boko Haram: nell’ultimo anno sarebbero oltre 3mila, cui si aggiungono 250mila sfollati.

Padre Mussie Zerai, presidente dell’agenzia di cooperazione per lo sviluppo Habeshia, ha spiegato, in un’intervista rilasciata al Sussidiario.net, le reali (e lucidissime) motivazioni dei ribelli: «Si rapiscono i giovani, gli studenti, che siano maschi o femmine, perché si vuole colpire la scuola, l’educazione. Sappiamo bene che lo studio è sinonimo di libertà, chi li rapisce vuole tenere il popolo nell’ignoranza per poterlo rendere schiavo».
[Continua a leggere l’intervista completa qui]

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Che cos’è Boko Haram. Boko Haram in lingua hausa significa “la cultura occidentale è sacrilega”. Il nome ufficiale della formazione in realtà è Jamà atu Ahlis Sunna Lidda’ awati wal-Jihad, che in lingua araba vuol dire “Coloro che si dedicano alla diffusione degli insegnamenti del Profeta e al Jihad”.
La setta è stata fondata nel 2002 dal religioso Ustaz Mohammed Yusuf, nato nel 1970 in un villaggio nello stato di Yobe (nord-est del Paese) e morto in circostanze non ancora chiare nel 2009 dopo essere stato arrestato e preso in custodia dalla polizia.
Il quartier generale si trova a Maiduguri, nello Stato nord-orientale del Borno, e il gruppo è presente anche negli Stati confinanti, il Chad, il Niger e il Camerun.
I media parlano dei contatti che i Boko Haram avrebbero avuto negli ultimi anni con il terrorismo internazionale, in particolare con le cellule maghrebine di al-Qaeda, conosciute con l’acronimo di AQIM (al-Qaeda in the Islamic Maghreb), operanti in Algeria, in particolare a partire dal 2010.

Cosa vogliono i Boko Haram. Nel rapporto OCSE 2013, si legge che i miglioramenti economici e sociali recenti del Paese sono messi a rischio «dal deterioramento delle condizioni di sicurezza» dovuto agli attentati dei Boko Haram, che dal 2009 ha ucciso quasi 4 mila persone. L’obiettivo dell’organizzazione è quello di fermare il processo di occidentalizzazione, di stabilire un califfato che governi l’intero Stato  e di cacciare con la forza l’élite di falsi musulmani che hanno preso il potere politico nella Repubblica Federale (i cosiddetti Yan Boko, ossia “figli del libro”).
Ma non solo. Quello che vogliono davvero è il controllo di sempre più vaste zone del territorio, ottenuto cacciando, uccidendo o rapendo tutti quelli che resistono, a partire dalle regioni del nord. Per questo invocano l’espulsione di tutti i cristiani, circa la metà della popolazione nigeriana, e non esitano ad attaccare i villaggi.

 

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[Gli attacchi di Boko Haram in Nigeria da Giugno 2009]

 

Il potere politico nigeriano supporta i Boko Haram? Si sospettano anche delle connessioni tra la milizia islamica e il potere politico in Nigeria. La setta rappresenta sicuramente un braccio armato di grande utilità per destabilizzare la situazione nel Paese, in vista delle elezioni che si terranno nel 2015. Se si aggiunge che anche all’interno dei Boko Haram esistono varie fazioni, è chiaro che la strumentalizzazione di questi gruppi può risultare particolarmente efficace.
Dal 1999, infatti, nel paese è al governo il PDP, Partito Democratico del Popolo, partito moderato e centrista; in quell’occasione venne eletto presidente Olusegun Obasanjo, che governò fino al 2007. Dal 2010 è presidente Jonathan Goodluck, anch’egli appartenente al PDP. Il malcontento che nelle regioni del nord a prevalenza musulmana ha generato la presenza alla guida del Paese di un partito di estrazione cristiana facilita la strumentalizzazione, da parte di alcuni politici, di movimento violenti come quello dei Boko Haram. Lo stesso Jonathan Goodluck ha affermato che dei membri di Boko Haram si sono infiltrati nel Governo, nella magistratura, nella polizia e nelle forze armate.

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La nazione più popolosa al mondo. La Nigeria è lo Stato più popoloso di tutto il continente e il settimo del mondo, con 168,8 milioni di abitanti di 250 etnie diverse. Alcune tra le più grandi metropoli al mondo si trovano in Nigeria. In particolare Lagos, capitale fino al 1991 e situata nel sud-ovest del paese, conta, secondo le ultime stime, 21 milioni di abitanti (prima città africana per popolazione) ed è caratterizzata da una fortissima crescita economica, oltre che da grandi disuguaglianze sociali.

La vertiginosa crescita economica. Nell’ultimo decennio, in Nigeria, l’economia è cresciuta a ritmi vertiginosi: il PIL (indicatore del valore dei beni e dei servizi prodotti in un Paese) è aumentato ogni anno di circa 7 punti percentuali. Oggi la Nigeria, con i suoi 510 milioni di dollari, è il Paese più ricco dell’Africa. La crescita è fondamentalmente legata all’esportazione di petrolio (95% delle esportazioni), di cui la Nigeria è il primo produttore africano.
Con un tale ritmo di crescita potrebbe essere destinata a diventare una potenza mondiale. Fa già parte dei MINT, il gruppo dei nuovi Paesi emergenti (Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia).

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