CIvidate al Piano

Botte a un collega, condannato a 4 anni e mezzo il vigile dj (ex comandante)

Assolto per le altre accuse di peculato, truffa e tentata estorsione. L'avvocato: "Pena eccessiva, faremo ricorso".

Botte a un collega, condannato a 4 anni e mezzo il vigile dj (ex comandante)
16 Gennaio 2020 ore 12:40

Quattro anni e mezzo per l’aggressione e la calunnia ai danni dell’ex collega. Assoluzione invece per tutti gli altri capi d’accusa, dalla truffa al peculato ai danni del Comune di Cividate. Questa la sentenza pronunciata stamattina, giovedì 16 gennaio, dal giudice di primo grado in Tribunale a Bergamo, nei confronti dell’ex comandante della Polizia locale Massimiliano Laruccia. L’ex vigile già annunciato che farà appello. Ne parla il Giornale di Treviglio.

Il vigile dj e l’aggressione all’ex collega. Quarantasei anni, non più in servizio nella Bassa da ormai diversi mesi, Laruccia era finito alla sbarra dopo un’aggressione ai danni di un suo collega, Fabio Simeoli, oltre che per una serie di altre condotte che il Comune di Cividate aveva ritenuto lesive. Tra le altre cose, era stato sorpreso a fare il dj in noti locali bergamaschi mentre secondo l’accusa avrebbe dovuto essere in congedo a Taranto, per assistere la madre malata. Altri addebiti gli erano stati attribuiti per diverse altre attività economiche quali l’affitto di un locale di Romano, che aveva rilevato per un certo periodo, sempre negli stessi mesi in cui era vigile. Tutte accuse respinte dal giudice, che ha invece condannato l’ex comandante soltanto per quell’aggressione brutale avvenuta proprio in Comando a Cividate al Piano. Al culmine di una discussione, aveva aggredito e rotto con un pugno il setto nasale al suo ex collega, provocandogli anche un trauma cranico.

L’avvocato: «Faremo ricorso». La condanna in primo grado, pena sospesa, è a quattro anni e mezzo. «Siamo soddisfatti perché Laruccia è stato assolto da quasi tutti i reati, anche dai più gravi – ha commentato il suo avvocato difensore stamattina, dopo la sentenza – Ritengo però eccessivo il trattamento sanzionatorio per la condanna. Faremo appello».

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