Come prevenire e come curare

Buoni consigli per non cascarci più (Parliamo di femore e cadute)

Buoni consigli per non cascarci più (Parliamo di femore e cadute)
04 Dicembre 2014 ore 11:50

È nata Fratture di femore e altre fratture da fragilità ossea. 10 +1 consigli per non ricascarci, la prima guida pratica italiana messa a punto dagli specialisti della SIOT, Società Italiana di Ortopedia, nell’ambito della campagna ‘Stop alle Fratture’. Uno strumento di informazione necessario, soprattutto in considerazione dei numeri importanti delle rotture del collo del femore, l’osso più largamente interessato da frattura: circa 100mila eventi all’anno fra la popolazione anziana, con una netta prevalenza fra le donne (8 casi su 10,) ma destinati a crescere. Gli esperti stimano che, a causa del protrarsi della vita media, nel 2040 le rotture fra gli over 65 colpiranno quasi il 45% della popolazione mondiale.

Il problema. Caduta, frattura, ricovero per intervento chirurgico, prolungati periodi di immobilità, invalidità con perdita totale o parziale dell’autonomia: sono questi gli effetti domino che provoca nella maggior parte dei casi l’osteoporosi in forma severa. Non sempre, però, l’evento traumatico è l’unico responsabile della sequela: spesso il femore si frattura perché l’osso è così fragile da non reggere ad urti anche minimi che, invece, in condizioni di normalità sarebbero stati sopportati senza problema. Con un conseguente e significativo impatto sociale: perché oltre alle limitazioni funzionali, a un anno di distanza dalla frattura vi è il 20 percento di rischio di andare incontro a un secondo crac osseo contro laterale, ovvero del femore dell’altra gamba, con tutte le sue implicazioni, simili e peggiori delle precedenti.

 

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Il decalogo (+1) e la prevenzione. Ma prevenire si può: innanzitutto con un corretto approccio clinico e diagnostico al problema, con visite di controllo specialistiche, fin dai primi campanelli di allarme (ad esempio una frattura vertebrale) e poi con la giusta informazione. E la guida pratica redatta dalla SIOT va proprio in questa direzione: si propone infatti di illustrare, con un linguaggio semplice e diretto, proprio la patologia, il percorso diagnostico-terapeutico e preventivo, che parte dalla messa in sicurezza dell’ambiente domestico, dall’adozione di stili di vita corretti e moderatamente attivi, fino a controlli periodici e, laddove necessario, all’assunzione di farmaci, vitamina D e calcio. Concetti che possono essere riassunti in una serie di, appunto, 10 + 1 consigli utili per non ricascarci:

  1. Ricordarsi che la frattura è dovuta a fragilità ossea, quindi all’osteoporosi severa.
  2. Calzare scarpe con tacchi bassi e suole antiscivolo e metter in sicurezza la casa, rimuovendo gli oggetti dal pavimento, evitando le superfici scivolose e i tappeti, spesso causa di inciampo o caduta, facendo attenzione anche agli animali domestici.
  3. Non rimanere soli in casa, specialmente subito dopo la dimissione dall’ospedale, ma cercare  l’assistenza di un familiare o di una persona di fiducia.
  4. Ricordare che l’attività fisica moderata ma regolare aiuta a migliorare la forza muscolare, l’agilità e l’equilibrio, riducendo il rischio di cadute.
  5. Dopo un intervento di frattura di femore, utilizzare correttamente il bastone per camminare, adeguandolo alla statura e portandolo dal lato non fratturato.
  6. Prestare attenzione al peso corporeo, evitando l’eccessiva magrezza e il sovrappeso perché possono entrambi mettere a rischio la salute delle ossa.
  7. Assumere correttamente, secondo le indicazioni mediche, i farmaci, insieme al calcio e alla vitamina D.
  8. Effettuare periodicamente le visite mediche di controllo.
  9. Eseguire gli accertamenti diagnostici, come la MOC e la radiografia della colonna vertebrale, per poter seguire nel tempo l’evolversi della patologia.
  10. Non sottovalutare la comparsa di un dolore insolito e prolungato alla schiena, informando il medico.

10+1.   Non pensare che la fragilità ossea e le possibili conseguenze, come la frattura del collo del femore, delle vertebre, del polso, possano condizionare la vita attiva e di relazione. Grazie ai benefici di un’appropriata terapia farmacologica e seguendo stili di vita corretti è possibile ritornare alle proprie abitudini, con un minor rischio successiva frattura.

Le fratture da fragilità sono prevenibili.Ma sul corretto approccio e l’informazione c’è ancora da fare. Perché dai risultati di una indagine demoscopica (La fragilità ossea: conoscenza e percezioni delle donne over 50), finanziata da Eli Lilly Italia, che ha coinvolto 401 donne tra i 50 e i 70 anni, quale campione rappresentativo della popolazione femminile suddivisa per classi di età e area geografica, emerge come l’osteoporosi, la percezione della patologia e le sue implicazioni siano generalmente conosciute dalle donne ma come, invece, vi sia poco sapere sulla ‘gestione’ della frattura ed il suo post. Da qui, quindi, la necessità della guida (in tutte le sfaccettature della parola) che sarà disponibile, a partire dal mese di dicembre, nei principali Centri per il trattamento dell’Osteoporosi severa presenti su tutto il territorio nazionale, e scaricabile online anche dal sito www.stopallefratture.it.

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