Era l'attività più longeva del borgo

Cala il sipario sulla storica Macelleria Coffetti di Borgo Santa Caterina

Tre generazioni, oltre un secolo di storia e un legame profondo con il quartiere: così si chiude l’avventura di Coffetti

Cala il sipario sulla storica Macelleria Coffetti di Borgo Santa Caterina

Chiude un pezzo di storia di Borgo Santa Caterina a Bergamo: la Macelleria Coffetti abbassa le saracinesche dopo decenni di attività. È un’altra insegna storica che lascia il Borgo d’Oro, a pochi giorni dalla chiusura della Bottega del Coltello. A metà di via Santa Caterina si spegne così una presenza familiare per intere generazioni di bergamaschi, legata a una famiglia che per oltre un secolo ha fatto della macelleria il proprio mestiere.

Tre generazioni dietro al bancone

Come riporta L’Eco di Bergamo la storia dei Coffetti parte negli Anni ’20, quando nonno Ettore apre la sua prima attività in via Masone. Il mestiere passa poi al figlio Angelo, che insieme alla moglie Marisa si trasferisce a Borgo Santa Caterina 58 anni fa. Sarà quindi il nipote Ettore Coffetti, che porta lo stesso nome del nonno, a raccogliere il testimone e proseguire l’attività fino alla chiusura. «Ho iniziato a lavorare con i miei genitori a 16 anni, proseguendo la tradizione di famiglia – ha spiegato Coffetti. – Mi sono assentato solo per il servizio militare, ma per il resto sono rimasto dietro al bancone per 38 anni». Una vita trascorsa tra il negozio e il rapporto quotidiano con i clienti, fino alla decisione, maturata lo scorso luglio, di fermarsi: «Ora voglio riprendere in mano la vita: non è stata una scelta facile, ma ritengo sia la più giusta».

Un negozio diventato punto di riferimento

Per Coffetti, però, la macelleria non è mai stata soltanto un’attività commerciale. Nel corso degli anni il negozio è diventato anche un luogo di incontro, dove il rapporto con la clientela si è trasformato spesso in amicizia. «Abbiamo veramente lasciato il cuore, insieme a moltissimi bei ricordi – ha poi sottolineato. – Ringrazio il Borgo che ci ha ospitato e tutti i nostri clienti per l’affetto dimostrato, che spesso si è trasformato in amicizia». Dietro al bancone non si acquistava soltanto carne: si scambiavano due parole, si faceva una battuta, si chiedeva un consiglio. Un’abitudine che, con il passare degli anni, ha reso la bottega parte integrante della vita del quartiere.

«Conoscevamo le esigenze dei nostri clienti»

La lunga esperienza aveva permesso alla famiglia Coffetti di instaurare un rapporto particolarmente stretto con chi entrava in negozio: «Dopo tanto tempo capivamo subito le esigenze della nostra clientela, tanto che sapevamo già cosa ci avrebbe chiesto una volta in negozio» – ha ricordato Ettore. I consigli erano parte integrante del servizio, sulla base dei gusti e delle preferenze di ogni cliente: «Ci siamo sentiti un punto di riferimento per Borgo Santa Caterina, che ritengo uno dei quartieri più belli di Bergamo».

Sono cambiate le abitudini a tavola

A cambiare, nel frattempo, è stato anche il modo di fare la spesa e di vivere la cucina. Secondo Coffetti, negli ultimi anni le abitudini alimentari sono profondamente mutate: durante la settimana è sempre più frequente portare il pranzo da casa o mangiare fuori, mentre nel fine settimana molti preferiscono uscire a cena.

A questo si aggiunge la crescita degli acquisti online con consegna a domicilio e un diverso approccio all’alimentazione. Anche la cucina tradizionale, quindi, ha perso parte della centralità che aveva in passato. «Nonne e mamme avevano un approccio alla cucina come sinonimo di convivialità, in modo da invitare tutta la famiglia al tradizionale pranzo della domenica – ha spiegato Coffetti – mentre le nuove generazioni hanno un altro approccio».