Sconfitta da Ceramica Scarabeo Roma

Caloni Agnelli, comunque applausi Il pagellone di un sogno sfiorato

Caloni Agnelli, comunque applausi Il pagellone di un sogno sfiorato
30 Gennaio 2018 ore 07:15
Foto di Luca Giuliani.

 

L’impresa è stata solo sfiorata. La Caloni Agnelli Bergamo perde la finale di Coppa Italia di A2, cedendo in quattro set alla Ceramica Scarabeo Roma. Lo scontro fra le prime della classe – i bergamaschi avevano chiuso in vetta il Girone Blu, i laziali quello bianco – ha visto l’Olimpia aggiudicarsi il primo set, ma essere sorpassata dalla formazione di Spanakis che ha potuto contare sulla giornata di grazia di Padura Diaz e dei suoi 30 punti. Alla squadra di Graziosi vanno comunque tanti applausi – vittoria per 3-0 nei quarti contro Grottazzolina e in semifinale contro Siena – per come sono arrivati a questo appuntamento per la voglia di rimanere in partita anche ieri nel match vinto Roma che ha saputo interpretare meglio la gara secca. E ora, i voti.

 

Igor Jovanovic 5,5 (1 punto, 1 muro): la bassa percentuale di ricezione non lo aiuta nelle scelte che talvolta si rivelano obbligate. Ciò nonostante non appare ispirato come in altre occasioni e chiama in causa pochissime volte i centrali nonostante Graziosi lo chieda un time-out sì e l’altro pure.

Sjoerd Hoogendoorn 5,5 (20 punti, 2 ace, 1 muro, 43% in attacco): lotta e prova a trascinare la squadra, ma in una domenica come quella di ieri è tutto difficile. Perde il duello a distanza con Padura Diaz, ma mette comunque a terra 20 punti. Si fa murare ben nove volte. Eccessivo.

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Antonio Cargioli 5,5 (4 punti, 0 muri, 40% in attacco): purtroppo il “Cargio” trova il pomeriggio più brutto nel giorno che sarebbe potuto essere il più bello. Poco sollecitato dal regista, non lascia il segno nel match, così come a muro.

Damiano Valsecchi 6 (8 punti, 2 muri, 75% in attacco): chiamato in causa poco da Jovanovic, offre un rendimento offensivo del 75% (sei su otto). Potrebbe fare qualcosa meglio a muro, fondamentale in cui anche i compagni hanno fatto fatica.

Ludovico Dolfo 6 (17 punti, 3 muri, 1 ace, 45% in attacco): viaggia in un rendimento altalenate, ma tutto sommato sufficiente. Chiude con 17 punti e un 45% in attacco. L’unico neo è rappresentato dalla poca efficiacia al servizio, altro suo cavallo di battaglia: cinque errori dai nove metri sono troppi.

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Marco Pierotti 5,5 (9 punti, 1 muro, 44% in attacco, 48%-23% in ricezione): forse l’emozione lo tradisce un po’ troppo. Parte con il freno a mano tirato e si prende un paio di stampate dalle quali fa fatica a riemergere. Letteralmente bersagliato dal servizio avversario (viene scelto in 44 occasioni su 84) non eccelle nemmeno in ricezione con un 48%-23%.

Luca Innocenti 6 (56%-35% in ricezione): la Ceramica Scarabeo sceglie lui e Pierotti come principali bersagli in ricezione. La qualità – a causa anche dell’efficacia dei servizi avversari – non è altissima, ma quantomeno sufficiente.

Andrea Franzoni 5,5: inizialmente si alterna a Innocenti in fase di difesa, poi Graziosi lo tiene in panchina. Arginare un Padura Diaz in giornata di grazia non è il compito più semplice.

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Ludovico Carminati sv: subentra solamente nel primo set al posto di Jovanovic e nel terzo per Pierotti per alzare il muro.

Giuseppe Longo sv: qualche turno in battuta nelle prime due frazioni gioco e un breve spezzone nel terzo per far rifiatare Jovanovic.

Massimiliano Cioffi sv: (1 punto, 100% in attacco): entra dalla metà del quarto set al posto di un Cargioli troppo sottotono.

 

 

Gianluca Graziosi 6: prepara bene la partita, ma Spanakis la prepara ancora meglio. La giornata negativa di alcune pedine rossoblù, unita all’esuberanza di Padura Diaz sul fronte avversario rappresentano la chiave di lettura di questa finale. Dalla panchina offre sempre spunti ai giocatori e li incoraggia anche nei momenti di difficoltà. Ma non è bastato.

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