Un rapporto internazionale

I cambiamenti negativi del clima fanno male anche alla salute

I cambiamenti negativi del clima fanno male anche alla salute
02 Maggio 2017 ore 09:45

È tempo di agire, pensando a soluzioni green ed ecosostenibili per contenere i cambiamenti climatici repentini, di cui siamo parzialmente responsabili, e difendere il pianeta da catastrofi e eventi naturali imprevisti, ma prevedibili. Un’azione green necessaria a tutelare, oltre che la salute della Terra, anche quella dell’uomo, in quanto il binomio è molto stretto. Come sottolinea il rapporto 2017 del Medical Society Consortium on Climate&Health, soprattutto i soggetti più fragili sono esposti a seri rischi climatici .

Tre fattori di rischio. I repentini cambiamenti climatici stanno ammalando la Terra e pure la salute dell’uomo. Complice il mancato tempo di adattamento alle variazioni climatiche e a un cattivo sfruttamento del progresso. A preoccupare gli esperti, sebbene la lista sia bene più lunga, sono almeno tre aspetti climatici di cui patirebbero le conseguenze i soggetti più fragili per età, condizione sociale e di salute fisica generale.

 

 

  • Il caldo. Ovvero l’asticella di mercurio che nei termometri balza alle stelle, in tempi quasi zero. E gli esperti non intendono certo solo il solleone agostano, bensì una condizione di caldo intenso perdurante, che arriva con un picco inaspettato, il cui contraccolpo è avvertito soprattutto da persone con patologie croniche, da coloro che lavorano in spazi aperti o non condizionati, da atleti o soggetti che compiono sforzi fisici pesanti con dispendi energetici altrettanto importanti.
  • L’acqua. Anche qui non è certo la pioggerellina primaverile ma le ingenti moli di acqua che si contrappongono, sempre in eccesso, alle temperature brucianti. Si fa riferimento, infatti, al crescente numero di inondazioni, tempeste o tsunami che stanno colpendo la terra. In particolare il rapporto ricorda l’inondazione in Louisiana del 2016 che ha sommerso il 30 per cento di tutto il territorio dello Stato, con un impatto importante, oltre che naturale, anche sulla salute, specie sulla nutrizione.

 

 

  • Smog. Che riassume l’elevato tasso di tossicità dell’aria, dagli agenti inquinanti di auto e industrie e domestici, ai fumi rilasciati da incendi dolosi o naturali per troppa siccità, fino all’aumentata presenza di pollini vaganti per quasi 12 mesi all’anno, a causa della variazione climatica, che porta le piante a fioritura anche fuori stagione. Questi ultimi a svantaggio soprattutto di asmatici o soggetti sofferenti di problematiche alle alte vie respiratorie o polmonari croniche. Con conseguenze evidenti anche sulla natura, soprattutto sulle specie faunistiche, dove esuberano zecche e zanzare portatrici di nuove malattie infettive, o ricausando il boom di condizioni cliniche dimenticate. A farne le spese sono soprattutto alcune aree geografiche, Italia compresa, come il Triveneto, a rischio zecca TBE, il cui morso è potenziale per la contrazione di meningoencefalite da zecca o Tick-Borne Encephalitis, malattia pericolosa contro cui però ci si può vaccinare, mettendo a rischio soprattutto i lavoratori all’aperto, i residenti e pure i villeggianti stante il fatto che il picco di presenze della zecca TBE si registra soprattutto in estate.

I più esposti. Come sempre, oltre alle specifiche categorie già citate, i più a rischio sono bambini, anziani, poveri e persone con sistema immunitario indebolito, esposti in maniera particolare e a seconda dei contesti al rischio di contaminazione di acqua e cibo, dunque di malnutrizione in genere. Se questo aspetto del problema è più facilmente immaginabile, meno noto è il fatto che gli sbalzi climatici possano avere ripercussioni anche sullo stato mentale, predisponendo ad esempio lo sviluppo, anche nei piccoli, di condizioni di stress, ansia e tensione, associati alla percezione di situazioni di pericolo che possono sfuggire al controllo. Ma non solo, questi stati psico-emotivi che tengono in allerta in maniera perdurante potrebbero favorire anche l’insorgenza di comportamenti sociali borderline, quali alcolismo, abuso di sostanze, depressione.

 

 

Che cosa si può fare. La prima soluzione è correre, fino quando ancora possibile, ai ripari, innanzitutto con l’informazione, perché la tendenza generale è credere che i cambiamenti climatici non abbiano alcuna incidenza sulla salute personale, quando invece essa è in parte già compromessa. Questo significa che occorre intervenire oggi sull’ambiente per contenere rischi e implicazioni di salute di domani. Le prime conseguenze, dicono i medici americani, si osservano già in bambini, anziani, soggetti a basso reddito o con malattie croniche che si presentano in maggior numero negli ambulatori di medicina generale: vale a dire che la percentuale di malati potenziali sta aumentando e con essi anche la gamma e le condizioni di patologia.

Come tutelarsi e contenere allora il problema? Pensando all’utilizzo di fonti di energia naturale, quali vento e sole, e facilitando quanto più rapidamente possibile la transizione verso energie pulite rinnovabili, a vantaggio soprattutto di aria e acqua. Infine, l’auspicio dei medici è che si avvino anche campagne di educazione rivolte alla popolazione, ma anche alle istituzioni preposte, per fare insieme sinergia contro la protezione (del pianeta) e della salute, già compromessa. Ma ancora salvabile.

 

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