Cambia il panorama

Il cantiere che si vede dalle mura darà vita a una villa a due piani

Il cantiere che si vede dalle mura darà vita a una villa a due piani
08 Novembre 2017 ore 07:30

C’era chi la chiamava «portaerei», la lunetta visibile dalle mura, tra Porta San Giacomo e il prato di Santa Grata. Una morbida collinetta con dei vitigni e in cima una casupola, a mo’ appunto di torretta nelle navi atte a trasportare i caccia. Poi quel cantiere infinito, con piccola buca e gru, che ha inguaiato il romantico panorama dai bastioni ora patrimonio dell’umanità Unesco. L’annoso caso del cantiere aperto in Via Tre Armi 8, partito dieci anni fa, rimasto fermo sotto la vigilanza di tre Amministrazioni diverse, ha avuto una rapida evoluzione quest’estate: una buca ampia e profonda che ha portato preoccupazione negli osservatori curiosi del cantiere, e non solo pensionati ipercritici con le mani intrecciate dietro la schiena. Ora ci sono le impalcature (foto d’apertura da Amici delle Mura), vent’anni dopo l’atto di acquisto del lotto, e l’altezza del futuro edificio preoccupa, tant’è che – scrive oggi il Corriere della Sera Bergamo, che dedica un articolo agli sviluppi della vicenda, parla già del «condominio di Città Alta».

 

 

È del costruttore Vitali. Il proprietario, Massimo Vitali, amministratore delegato dell’omonimo gruppo di costruzioni di Cisano, fuga le preoccupazioni degli osservatori. Aveva acquistato la casa quando aveva meno di trent’anni, nel 1997, e con i 50 in vista, dopo aver vagato nel sottobosco burocratico di permessi e progetti, a febbraio di quest’anno ha ricevuto una lettera inviatagli dal noto architetto svizzera Aurelio Galfetti, uno degli autori del Pgt di Bergamo, per la presa in carico del delicato progetto. Scartate le idee di altri progettisti interpellati, come quella di Dario Avogadri, minimalista, dall’impatto visivo minimo grazie anche al prato al posto del tetto, e di Leonardo Togni, che puntava a ricreare le fattezze della costruzione visibile nelle cartoline dei primi del ‘900. Promossa invece la soluzione elaborata da un pool di nove architetti spagnoli dello studio Flores Prats (nella foto al centro) di Barcellona. Interessanti le soluzioni estetiche, con tre arcate che riprendono quelle della sovrastante via Mayr. Colori in piena sintonia con le costruzioni circostanti grazie all’utilizzo delle pietre di Credaro, le stesse delle Mura. Avrà solo due piani e una volumetria ridotta rispetto al precedente edificio. Tanto il verde per rendere l’impatto visivo limitato e la casa ben protetta alla vita, con in più uno stagno per i germani che ogni primavera vengono a nidificare nel prato adiacente. E così il cantiere può prendere il volo.

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