L'addio

Caravaggio si ferma per Darek, morto a nove anni nel drammatico schianto di via Masano

Il bambino è morto dopo il ribaltamento dell’auto su cui viaggiava con la mamma e il fratellino, entrambi ricoverati in gravi condizioni. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio degli investigatori

Caravaggio si ferma per Darek, morto a nove anni nel drammatico schianto di via Masano

A Caravaggio oggi si fa fatica anche a trovare le parole. La notizia della morte di Darek Szczesny, nove anni, ha attraversato il paese lasciando dietro di sé soprattutto silenzio e incredulità. Il bambino è morto dopo il grave incidente avvenuto ieri sera in via Masano, dove l’auto sulla quale viaggiava insieme alla madre e al fratellino di sei anni è finita fuori strada, ribaltandosi nel fosso, come ricorda PrimaTreviglio.

Nell’abitacolo c’erano soltanto loro tre. La madre, Federica Casa, 44 anni, insegnante, e il figlio più piccolo sono stati trasportati in ospedale a Bergamo e si trovano tuttora in condizioni gravi, entrambi con prognosi riservata. Per Darek, invece, non c’è stato nulla da fare.
Sono ancora in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione che cosa sia successo. Dai primi riscontri emerge un elemento che rende ancora più difficile comprendere la dinamica: sull’asfalto non sarebbero stati rilevati evidenti segni di frenata. L’auto presentava invece i segni di un impatto violento. Tra le ipotesi considerate dagli investigatori c’è quindi anche quella di un possibile malore della donna alla guida, ma si tratta, al momento, di una pista ancora da verificare.

Intanto Caravaggio si è stretta attorno alla famiglia. Il sindaco Claudio Bolandrini, arrivato ieri sera in via Masano anche per collaborare alla gestione del traffico insieme agli agenti della Polizia locale, ha affidato alle sue parole il dolore di un’intera comunità: «Non ci sono parole per esprimere il dolore per una disgrazia tanto grande. La comunità piange il piccolo Darek, prega per la mamma e il fratellino, si stringe in un forte abbraccio al papà e ai parenti».

A ricordare il bambino è anche don Bruno Grassi, responsabile dell’oratorio, che ha deciso di anticipare il proprio rientro da Arezzo per organizzare una commemorazione. L’appuntamento è per domani, venerdì, alle 21 nella chiesa parrocchiale. Il sacerdote conosceva bene Darek e lo aveva visto anche durante il Grest di quest’anno, dove era arrivato insieme al fratellino. «Erano molto uniti, tenerissimi», ha raccontato. Ricorda un bambino «gentilissimo, obbediente ed educato», sempre allegro e disponibile. «Se lo si rimproverava chiedeva scusa. Era pieno di voglia di vivere». Tra i ricordi che gli sono rimasti più impressi c’è quello di una giornata a Gardaland: «Era stato tutto il giorno con me perché era il più piccolo, mano nella mano».

La tragedia ha colpito in modo particolare anche la comunità scolastica. La famiglia, originaria di Modica, viveva a Masano da circa tre anni, da quando la madre aveva iniziato il proprio incarico nelle scuole della zona. Attualmente insegnava alle elementari “Attilio Mozzi” di Treviglio, alla zona Nord, frequentate anche dai due figli. Darek era iscritto alla classe 4B.

La notizia dell’incidente ha raggiunto la scuola nella serata di ieri, interrompendo di colpo la normalità dell’inizio dell’anno scolastico. La direzione ha scelto, per il momento, di mantenere il massimo riserbo. Nei prossimi giorni, però, dovrebbe essere attivato un supporto psicologico con professionisti specializzati, rivolto alla comunità scolastica e in particolare agli alunni chiamati a confrontarsi con una perdita tanto difficile da comprendere. Per loro, da oggi, il banco di Darek resterà vuoto.