Inchiesta in Liguria

Caso Toti, i Testa avrebbero “portato” 400 voti promettendo posti di lavoro

Disposto l’obbligo di dimora a Boltiere per i due gemelli, accusati di corruzione elettorale. Forza Italia li ha sospesi. Riemerge il “caso” della loro foto (con saluto romano) di fronte al busto del Duce

Caso Toti, i Testa avrebbero “portato” 400 voti promettendo posti di lavoro
Pubblicato:
Aggiornato:

Sponda bergamasca di un certo peso per l’inchiesta della Procura di Genova che ha portato agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione il governatore ligure Giovanni Toti. Sono infatti coinvolti nell’inchiesta due esponenti di Forza Italia, vicini al coordinatore regionale Alessandro Sorte (di Brignano): Arturo Angelo Testa e il fratello gemello Maurizio Italo Testa, 64 anni, siciliani da tempo residenti a Boltiere. Il partito li ha sospesi entrambi.

Le accuse

I gemelli Testa sono indagati per corruzione elettorale in concorso con il presidente Toti e aggravato, «in quanto commesso al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa nostra, segnatamente il clan Cammarata del mandamento di Riesi, con proiezione a Genova», si legge nell’ordinanza firmata dal gip.

Alle elezioni del 20 e 21 settembre 2020, i Testa e Matteo Cozzani, coordinatore regionale in Liguria della campagna elettorale per la lista “Cambiamo con Toti Presidente”, avrebbero promesso posti di lavoro e il cambio di un alloggio di edilizia popolare per convogliare i voti degli elettori appartenenti alla comunità riesina di Genova, calcolati in almeno 400 preferenze, verso la lista di Toti.

Chi sono

Ex dipendente e sindacalista Cisl alla Marcegaglia di Boltiere, Maurizio Testa è stato consigliere comunale a Boltiere ininterrottamente dal 1995. Fino al 2004 è stato anche assessore ai Servizi sociali e tempo libero, poi consigliere provinciale per An dal 2004 al 2009, vice sindaco a Boltiere dal 2009 al 2011: dovette dimettersi dalla Giunta e venne sospeso dalla Cisl perché un giovane blogger recuperò da Facebook una foto in cui lui e il fratello facevano il saluto romano di fronte al busto di Mussolini a Predappio.

Il fratello Arturo, imprenditore edile, fece parte della segreteria di Sorte nel periodo in cui era assessore regionale ai Trasporti della Lombardia. Nell’agosto del 2019 proprio Sorte lasciò temporaneamente Forza Italia (per rientrare nel novembre del 2021) per sostenere Toti nella nascita di “Cambiamo”. Ora lavora al Consiglio regionale della Lombardia come collaboratore del gruppo di Forza Italia, al servizio del presidente della Commissione Territorio, il bergamasco Jonathan Lobati.

Il commento di Sorte

«Forza Italia è un partito garantista e siamo fiduciosi che i fratelli Testa possano dimostrare la loro estraneità», commenta Sorte.

Commenti
fulvio

"Avrebbero" e "promettendo" non sono prove, ma accuse campate in aria

Andrea

Ogni auto ha il suo carburante,alcuni inquinano più di altri. Ogni politico ha i suoi collaboratori,alcuni depurano,altri inquinano.

Seguici sui nostri canali