Uno studio statunitense

Un cibo che fa davvero dimagrire (contiene una sostanza magica)

Un cibo che fa davvero dimagrire (contiene una sostanza magica)
13 Febbraio 2015 ore 17:16

Lo si mette nel piatto per dare un po’ di piccante al gusto e di afrodisiaco alla vita, con qualche effetto benefico anche sulla salute per le proprietà antiossidanti, la ricchezza di vitamina C, del gruppo B e carotene. Ma aggiungere un po’ di peperoncino ai manicaretti potrebbe aiutare perfino a perdere peso. L’ipotesi arriva da uno studio al momento ancora di laboratorio, ovvero condotto sui topi, della School of Pharmacy della University of Wyoming, negli Stati Uniti, presentato in occasione del 59esimo meeting annuale della Biophysical Society di Baltimora.

La sostanza piccante dimagrante. Si chiama capsaicina ed è lei ad essere sotto l’occhio dei ricercatori, perché sembrerebbe avere particolari capacità nell’accelerare il metabolismo. In poche parole significa che, introdotta adeguatamente nella dieta, potrebbe contribuire a fare perdere peso senza bisogno di sottoporsi a drastiche diete, restrizioni caloriche e ogni altro sacrificio mangereccio.

 

 

Come funziona? Di fatto stimola l’organismo a bruciare energia e a creare calore, nel rispetto del processo di termogenesi. In particolare, i ricercatori avrebbero scoperto che ad attivare questo meccanismo brucia-grassi sono dei recettori che si trovano sia nelle cellule di grasso bianco (o cattivo), quelle cioè che assorbono calorie e le immagazzinano come grasso che va poi ad accumularsi, sia in quelle di grasso bruno (o buono), che invece brucia grassi per riscaldare il corpo e che si deposita in piccole quantità nelle spalle e nel collo.

Ma torniamo alla capsaicina, la protagonista di tutta la faccenda: perché tra tutti i recettori che avrebbe potuto andare a stimolare con la sua attività intelligentemente ne ha scelto uno dei vanilloidi e in particolare quello che viene identificato con la sigla TRPV1. Questo recettore, una volta attivato, allontanerebbe il rischio di obesità associata ad una dieta ricca di grassi per il semplice fatto che le cellule del grasso cattivo vengono trasformate in buone, incominciando, in associazione con le altre, a bruciare ciccia per produrre energia.

 

 

L’esperimento. A dimostrare questa bella ipotesi sono stati i topolini, coinvolti in un esperimento rimasto per il momento solo di laboratorio, suddivisi in due gruppi: i normali e quelli geneticamente modificati per non avere il recettore TRPV1. Tutti, indipendentemente dalle particolarità genetiche, sono stati alimentati con una dieta ricca di grassi, di cui lo 0,01 percento costituito da capsaicina. I risultati che i ricercatori si aspettavano non sono stati disattesi, poiché l’ingrediente segreto e hot del peperoncino pare aver impedito l’aumento di peso nei topi normali, ma non in quelli privati del TRPV1. Il tutto senza alterare la quantità di cibo o di acqua consumata dalle cavie.

E nell’uomo. I risultati ottenuti sugli animali sono confortanti, ma se la capsaicina funzioni anche sull’uomo è ancora da verificare. Tuttavia vi sono le premesse, dicono i ricercatori, per poter considerare il peperoncino un potenziale valido alleato contro l’epidemia di sovrappeso e obesità che colpisce un terzo della popolazione del pianeta secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’obiettivo quindi non è solo prevenire i chili di troppo, ma soprattutto le loro conseguenze a lungo termine sulla salute: ovvero diabete di tipo 2, ipertensione e malattie cardiovascolari.

Il primo passo allora è capire se queste prime osservazioni piccanti, possano essere trasformate in raccomandazioni dietetiche concrete; poi, più a lungo termine, sviluppare nuovi farmaci che agiscano sugli interruttori ai quali si lega la capsaicina (il recettore TRPV1, appunto) per contrastare l’obesità. Sembra invece molto più vicina la possibilità di creare un integratore alimentare naturale anti-oversize; infatti, nel laboratorio americano si sta lavorando già a una formulazione basata su nanoparticelle a rilascio prolungato di principio attivo.

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