Accordo non trovato

Celana non ospiterà più il reality “Il Collegio”. Si cerca di salvare la struttura

Il Cda aveva chiesto alla casa di produzione di aumentare i quindicimila euro pagati per intervenire sull'immobile, ma è arrivato un no. L'ex convitto ha due milioni di euro di debiti

Celana non ospiterà più il reality “Il Collegio”. Si cerca di salvare la struttura
27 Luglio 2020 ore 10:59

La provincia di Bergamo, e in particolare il noto convitto San Carlo di Celana a Caprino Bergamasco, non sarà più teatro di uno dei programmi tv di maggior successo degli ultimi anni: Il Collegio. Per l’edizione 2020, infatti, il programma si è spostato ad Anagni, in provincia di Frosinone.

Il convitto San Carlo di Celana, dunque, ha perso una delle sue tre principali fonti di introiti, che dal 2017 al 2019 gli ha fruttato quindicimila euro all’anno. La quinta edizione de Il Collegio, infatti, non sarà più ambientata nella vecchia struttura immersa nella Valle San Martino, costruita sul pendio di un colle nella frazione di Caprino Bergamasco. La location del reality show – prodotto dalla società televisiva Banijay e in onda su Rai2 dal prossimo autunno – è stata recentemente spostata al convitto Regina Margherita di Anagni, nella provincia laziale di Frosinone, dove al momento sono in corso le riprese.

Il cortile interno dell’ex convitto Celana a Caprino Bergamasco

Come raccontano i colleghi di PrimaMerate, le motivazioni della scelta sono riconducibili alle condizioni in cui versa ormai da tempo il collegio San Carlo: «Già dallo scorso settembre avevamo segnalato alla società televisiva alcune problematiche di sicurezza – ha spiegato il membro del Consiglio d’Amministrazione di Celana, nonché vicesindaco del Comune di Caprino, Luca Tami -. Non potevamo accettare di mettere a rischio delle persone e così abbiamo fatto presente a Banijay che avrebbe dovuto contribuire in misura maggiore per realizzare alcuni interventi di carattere strutturale». A quel punto, però, i produttori del reality hanno fatto un passo indietro, contattando il presidente del CdA Stefano Gomes per avvertirlo che le riprese si sarebbero svolte da un’altra parte. «Di fronte a un debito di due milioni, quindicimila euro in meno non costituiscono di certo un problema – ha minimizzato Tami -. Quella che ci arrivava dal programma non è mai stata una grande voce di entrata, soprattutto se si pensa che una volta terminato il reality c’erano diverse spese a cui far fronte. Siamo comunque contenti di aver potuto dare visibilità al collegio grazie alla trasmissione».

I problemi, per il collegio di Celana, sono cominciati con la chiusura della scuola, avvenuta alla fine dell’anno 2013/2014 per lo scarso numero di iscritti. Ora per la struttura le uniche entrate sono due: da un lato il corso di panificazione della fondazione Isb di Torre Boldone, che dal 2014 viene ospitato in una piccola ala dell’edificio, prima in comodato d’uso gratuito e dal 2018 con un contratto d’affitto di trentamila euro l’anno, dall’altro la cooperativa di Caprino “Si può fare”, che usa due locali del convitto come abitazione per venti ospiti al costo di 32mila euro ogni dodici mesi. Somme, queste, che non bastano a estinguere l’enorme debito di due milioni di euro che grava sul collegio. Per questo motivo il CdA sta lavorando insieme agli amministratori locali della Valle San Martino per trovare una destinazione alternativa al collegio ed evitarne la chiusura. «Prima dello scoppio dell’emergenza coronavirus ci stavamo muovendo con impegno in tutte le direzioni – ha spiegato il vicesindaco di Caprino -. Stavamo valutando la possibilità di acquisto dell’immobile da parte di alcuni soggetti interessati, anche se a oggi di proposte concrete non ce ne sono, e allo stesso tempo stavamo sollecitando gli enti sovracomunali, in primis la Regione, per trovare una soluzione alternativa. Eravamo aperti a qualsiasi tipo di soluzione, a patto che portasse un beneficio all’intero territorio, ma a causa della pandemia tutti i dialoghi che si erano aperti sono stati sospesi. Speriamo di riuscire pian piano a far ripartire il confronto».

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