Dal Giornale di Merate

«Ho celebrato nozze “combinate” e non mi pento di quella scelta»

«Ho celebrato nozze “combinate” e non mi pento di quella scelta»
Cronaca 18 Ottobre 2018 ore 06:00

Parla in terza persona Egidia Beretta, ex sindaco di Bulciago, Lecco. Racconta, nei giorni della bufera che ha investito il primo cittadino di Riace Domenico “Mimmo” Lucano,  di una sindaca che celebrò un matrimonio particolare, «tra un giovane straniero dell’Est e una donna generosa, molto più grande di lui». Chi la conosce bene, come donna ancor prima che come amministratore comunale, sa però che dietro quella terza persona singolare alla quale si coniugano tutti i verbi del racconto, si cela un “io” che quell’esperienza l’ha vissuta in prima persona e ha deciso, a distanza di anni, di condividerla. «Conosco un sindaco, o meglio una sindaca, come non mi piace dire, che qualche anno fa, accettò di celebrare un matrimonio particolare – attacca il post pubblicato sul suo profilo Facebook dalla Beretta nella tarda serata del 4 ottobre – Un giovane straniero dell’Est che si stava costruendo una buona vita qui, ma in procinto di ritornare clandestino, scaduto il permesso di soggiorno, a meno che… A meno che una donna generosa, molto più grande di lui, benefattrice della struttura che lo ospitava, non si offrisse di legalizzarlo attraverso il matrimonio».

 

 

Si autoaccusa Egidia Beretta e racconta una storia che a Bulciago nessuno conosce. «Erano gli anni nei quali il ministro dell’Interno di allora, Maroni, sguinzagliava le forze dell’ordine ad impedire nozze di convenienza, specie fra anziani, pareva, abbindolati da badanti straniere. Qui era il contrario, il giovane straniero e la donna molto più grande, elegante e distinta. Quel sabato pomeriggio c’era tensione in municipio e un po’ di ansia. Qualcuno fuori, di vedetta. Finché la formula non fu pronunciata, davanti ai testimoni, gli anelli scambiati da una mano gentile a una manona operaia» prosegue il post di Egidia Beretta, madre dell’attivista per i diritti umani Vittorio Arrigoni, tragicamente scomparso nel 2011 mentre si trovava a Gaza. L’ex sindaco, che a Bulciago ha indossato la fascia tricolore per due mandati consecutivi, dal 2004 al 2014, conclude il suo post-rivelazione dichiarando di non essersi mai pentita di aver unito in matrimonio il giovane straniero in procinto di essere rimpatriato e la gentile benefattrice. «La sindaca non si pentì mai di non aver obbedito non a una legge, ma a una disposizione che considerava ingiusta. Seppe e sa ancora oggi che quel giorno ha aiutato a ridare una vita a chi la stava probabilmente perdendo. Rischiando di suo, consapevolmente, sapendo di star semplicemente camminando sulla stessa via tracciata da chi, che gli è carissimo, prima di lei, ha osato» conclude quindi Beretta, probabilmente in riferimento all’amato figlio scomparso a soli 36 anni.

Tanti mipiace. Lo sfogo dell’ex primo cittadino non è certo passato inosservato e sono stati in tanti, bulciaghesi e non, a intervenire sotto il post, che ha ricevuto più di 500 “mi piace”. «Che bello sapere che ci sono così grandi persone a questo mondo, sia la sindaca che la persona che la signora che si è offerta di diventare “moglie”» scrive qualcuno, «Onore a lei per la sua grande umanità» aggiunge qualcun altro. E il paragone con il sindaco di Riace è subito immediato. «Senza scambi economici, senza che diventi prassi. Azioni come questa che hai descritto, come quella del sindaco di Riace, mi fanno sentire orgogliosa di essere italiana e umana. Grazie Egidia» scrive un’utente, subito seguita da un’altra che riporta un comunicato del sindaco di Cerveteri, nel Lazio, Alessio Pascucci, il quale si è autodenunciato per lo stesso reato e ha incitato alla «disobbedienza civile per mettere in pratica la solidarietà e l’accoglienza, «invitando tutti i primi cittadini impegnati in difesa dei valori della Costituzione italiana a seguire questa strada».

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