A Londra

Cerca un marito ricco, non lo trova Condannata l’agenzia matrimoniale

Cerca un marito ricco, non lo trova Condannata l’agenzia matrimoniale
Cronaca 31 Agosto 2018 ore 06:30

Chi sei: Tereza Burki, una ricca donna di 47 anni, madre di tre bambini, con un matrimonio fallito alle spalle. Cosa vuoi: sperare ancora nella tua fettina di felicità, sei ancora desiderabile e vivace, non ti va di metterti in pantofole ad accarezzare il gatto, reclami le tue farfalle nello stomaco, i brividi sulla nuca e i sorrisi giganteschi, vuoi un bel fidanzato nuovo. Cosa fai: esci per un po’ con uomini che conosci in giro, ma non sei soddisfatta. Abiti a Chelsea, sei danarosa e abituata a servizi di un certo tipo, entri nell’agenzia matrimoniale Seventy Thirty ed elenchi le caratteristiche dell’uomo dei tuoi sogni: facoltoso, come e più di te, con varie residenze il giro per il mondo. Romantico. L’agenzia ti assicura che di scapoli così ha i database pieni che non sanno più a chi darli. Le tue pretese sono alte, chi ha detto che i soldi non fanno la felicità non sapeva dove andare a fare shopping, paghi 12.400 sterline (più o meno 14mila euro). Ma la cifra val bene l’uomo dei tuoi sogni. È il 2014.

Cosa va storto: ovviamente, tutto. Esci con gli uomini proposti, ma non ti piacciono, probabilmente e sorprendentemente, non sono sono poi troppo diversi dagli altri che hai incontrato negli anni. Cosa fai: furiosa, chiedi la restituzione della somma versata e l’agenzia si rifiuta. Vai a casa e ti intrattieni in compagnia di due uomini “Ciocco e Lato”, con la pinza per capelli, cantando All by myself in playback in pigiama come Bridget Jones? No, fai quello che fanno tutti quando si trovano ingarbugliati in affari sbagliati e in credito di denaro: causa.

 

 

Viene fuori che questo catalogo di uomini selezionatissimi e irresistibili, in realtà, era una lista di meno di cento uomini e che la proporzione di iscritti donne / uomini avrebbe matematicamente lasciato qualche donna “spaiata”. «Non potete illudere e arricchirvi alle spalle di persone in difficoltà», dice Tereza Burki durante una testimonianza. Il giudice le dà ragione: condanna la Seventy Thirty a rifonderle la cifra pagata e a pagare ulteriori 700 sterline per lo stress subito. Viceversa, lei è condannata al pagamento di 5mila sterline per aver ripetutamente diffamato sui social l’agenzia definendola una truffa. Hai ragione, ma piano con le parole. Che, a conti fatti, è un po’ come aver perso la causa.

Apprezzabile l’autostima che esclude in partenza l’autoanalisi, facendo risparmiare tempo utile, e responsabilizza senza dubbio l’agenzia. Incomprensibile il collegamento tra vero amore e la lista inderogabile di requisiti. Forse bisognerebbe credere nell’amore e capire di cosa si tratta prima di cercarlo. Bridget Jones si abbuffava di gelato ma trattava l’amore da amore, urlando canzoni struggenti. Gli affari in tribunale e l’amore alle canzoni. Per carità.

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